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DA ZERO A DIECI, la rabbia di Manoni e i colpi di testa in difesa

Brutta sconfitta della Nocerina nella prima uscita stagionale. Pur essendo passati in vantaggio, i rossoneri escono battuti dal Giraud di Torre Annunziata. La riedizione dello storico derby tra due delle maggiori protagoniste della C1 meridionale della seconda metà degli anni Novanta arride ai bianchi. Non c’è il tempo di rifiatare, mercoledì serve il riscatto! Da zero a dieci.

ZERO All’accoglienza riservata dagli ultras di casa al pullman della squadra rossonera. Orfani dell’incontro tra le curve, i tifosi oplontini hanno riversato vent’anni di derby repressi con manate e lancio di oggetti nei confronti dei calciatori e dello staff rossonero. Un atteggiamento incomprensibile che dev’essere servito a loro per sentirsi più fieri. In realtà, hanno decisamente fatto una brutta figura.

UNO Il palo colpito da Diakité. È il 33° minuto della prima frazione di gioco quando il coloured rossonero buca in velocità la difesa di casa e s’invola tutto solo verso la porta difesa dal giovanissimo Cannizzaro. Superato il portiere dei bianchi, il pallone calciato dall’ivoriano rovina sul palo. “Con i se o coi ma non si fa la storia”, ma, certamente, dopo uno 0-2 si assiste a partite diverse.

DUE I gol di Kyeremateng. Siglati entrambi nella ripresa, stendono una Nocerina apparsa abulica, specialmente nella seconda frazione di gioco. La prima marcatura arriva di testa confermando un trend, quello della difficoltà della retroguardia rossonera sulle palle alte, che era apparso palese durante tutto il primo tempo. Il secondo gol è un regalo ancora più grande della difesa rossonera. Al 68° minuto il giovane Massa pensa bene di stendere un calciatore in maglia bianca che stava andando verso l’esterno dell’area di rigore. Penalty sacrosanto che l’attaccante italiano realizza spiazzando Volzone.

TRE I minuti che servono alla Nocerina per passare in vantaggio. La partenza sprint  illude i tifosi molossi. Ben servito dall’esordiente Fois, Dammacco trova il tempo di aggiustarsi il pallone e freddare Cannizzaro. La prima rete stagionale provoca l’esplosione di gioia di tutta la squadra, panchina compresa. Ne fa le spese lo stesso Dammacco che, in un eccesso di impeto, fa volare via la maglia rimediando il primo di una lunga serie di cartellini colorati che condizionerà l’intero incontro.

QUATTRO Alla precisione dei termo scanner in dotazione agli incolpevoli steward del Giraud. Misurata due volte in pochissimi secondi, la temperatura corporea del sottoscritto è passata da 35,3 a 36 gradi. O mi stava salendo un febbrone o ci sarebbe da prestare più attenzione nell’omologare la presunta sicurezza di un sistema che serve a tranquillizzare chi deve far rispettare i regolamenti, più che a fare vera prevenzione.

CINQUE più o meno, le volte in cui la Nocerina ha superato il centrocampo nella ripresa. L’ossessiva ostinazione a partire dal basso ha portato la squadra di casa a pressare i molossi fin dal limite dell’area di rigore. A causa degli spazi costantemente chiusi, i difensori rossoneri hanno faticato oltremodo a servire i compagni a centrocampo. Il quadro che ne è emerso è quello di una squadra remissiva. Troppo remissiva per chi dovrebbe fregiarsi dell’appellativo di “molosso”.

SEI Il numero di maglia di Impagliazzo. Il buon Andrea è l’unico elemento della difesa rossonera a guadagnarsi il pane. Nonostante il cartellino giallo rimediato nei primi minuti di gara, mette cuore e polmoni ai servizi della squadra dando sicurezza a un reparto apparso ancora da registrare.

SETTE I cartellini sventolati all’indirizzo dei calciatori rossoneri dal signor Agostoni di Milano. Ai cinque gialli (Massa, Morero, Impagliazzo, Dammacco e Diakité) vanno sommati i due rossi rimediati da Morero e Manoni nel finale. Se l’esperto difensore ha perso la testa dopo un’intera gara nella quale è stato chiamato a fare gli straordinari, è inspiegabile l’atteggiamento di Manoni. Entrato in campo negli ultimi minuti, il centrocampista rossonero subisce un fallo non sanzionato dall’arbitro. Eccessivamente nervoso, dà il via a una caccia all’uomo nei confronti di qualsiasi calciatore in maglia bianca, finché l’arbitro gli riserva un rosso diretto.

OTTO Gli assenti del Savoia per la gara con la Nocerina. Mister Aronica ha dovuto rinunciare a D’Ancora, Scalzone, Melillo, Rekik, Romano, Acampora, Langella e Occhiuto. Un parterre di elementi di tutto rispetto che avevano acceso qualche speranza in casa rossonera. L’ottima prestazione di Fornito e De Rosa, per non parlare di Manzo e Orlando, ha sopperito più che bene alle assenze, regalando ai bianchi l’ennesima vittoria consecutiva in un derby.

NOVE Non è solo il numero che manca alla numerazione della Nocerina, è anche il tipo di attaccante che farebbe comodo allo scacchiere rossonero. Probabilmente, il 3-5-2 puro non prevede questo tipo di calciatore. Tuttavia, almeno nel primo tempo, ci ha provato Dammacco a fare da collante tra l’affollato centrocampo e l’attacco guidato da un volitivo Diakité e un impalpabile Talamo. Siamo solo alla prima uscita. Il mercato resterà aperto fino al 30 ottobre, c’è tutto il tempo per rimediare. Ce ne sarà anche la volontà?

DIECI All’incitamento degli ultras rossoneri alla squadra. Le immagini (pubblicate dalla nostra testata) delle decine di ultras della Sud che hanno spronato la squadra in partenza per Torre Annunziata hanno fatto letteralmente il giro del web. Impossibilitati a raggiungere il Giraud, i tifosi molossi hanno voluto far capire ai nuovi arrivati di che pasta è fatta la Curva Sud del San Francesco. Unica pecca, l’assenza di qualche mascherina. Altrimenti sarebbe stato un tributo da lode.

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it

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