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UNA STORIA FA, quando la vittoria arrivò rigorosa

La stagione 1996 1997 fu strana. È stata quella dell’indimenticabile doppio confronto con la Juve di Lippi; quella della cavalcata nella Coppa Italia di C, col suicidio nella finale di ritorno a Como; quella del play out col Sora, una gara che, ancora oggi, fa rabbrividire chi c’era.
Domenica 29 dicembre del 1996 molti nocerini si recarono a Napoli, ma non lo fecero per godersi la tipica passeggiata natalizia tra la folla della via dei presepi. Non c’entrava San Gregorio Armeno! Andarono a trovare un monumento dedicato a un altro santo, quello costruito in onore di Paolo, a Fuorigrotta.
L’enorme stadio napoletano sembrava vuoto nonostante i 4000 tifosi. Pochini per le abitudini del San Paolo, ma non giocava il Napoli. Andava in scena, quel giorno, un derby relativamente recente tra due delle compagini più antiche della Campania, il Savoia di Francesco D’Arrigo e la Nocerina di Gianni Balugani.
I molossi stentavano. Il girone di andata stava terminando inspiegabilmente in chiaroscuro. Inspiegabilmente perché, quella stessa squadra, nella Coppa Italia dei grandi, aveva eliminato il Piacenza e il Perugia (quest’ultimo addirittura a domicilio) e aveva fatto tremare la Juve di Marcello Lippi. I molossi si stavano comportando bene anche nella manifestazione tricolore della Serie C. Entrati in gioco direttamente al terzo turno, avevano eliminato il Taranto e, in attesa del ritorno, se l’erano giocata più che bene nell’andata degli Ottavi, avendo battuto il Trapani in Sicilia.
Il Savoia era una corazzata: De Rosa, Scaringella, Marasco, Landini, Carruezzo erano solo alcuni dei calciatori sui quali il presidente Moxedano aveva puntato con l’ambizione, però, di portare i bianchi definitivamente a Napoli e fare del Savoia la seconda squadra della città partenopea.
Dopo la semifinale play off persa con l’Ascoli, l’ambiente nocerino cercava vendetta. Lo scippo subito nella gara di andata aveva tarpato le ali a una squadra che, dall’Eccellenza, stava compiendo un percorso netto che l’aveva portata a sfiorare lo spareggio per giocarsi la B. Nelle intenzioni della dirigenza capitanata da Maglione, la campagna acquisti di quell’estate sarebbe servita a concludere l’opera iniziata nella stagione precedente. Si partì dalla conferma di Pallanch e Battaglia, andarono via calciatori come Bruno e Siviglia, ma arrivarono Criscuolo, Iezzo, Buoncammino, De Juliis e Toti.
I tifosi molossi erano assiepati nell’attuale settore ospiti del San Paolo; i savoiardi erano, per la maggior parte, nei distinti. La gara fu decisa da… tre rigori. Due assegnati alla Nocerina, con la storica doppietta firmata da Lorenzo Battaglia e dal penalty concesso ai padroni di casa, vanificato da Barbera.  I bianchi trovarono solo il tempo di accorciare le distanze con Carruezzo.
Lorenzo Battaglia era stato decisivo anche l’anno precedente, firmando il blitz che valse l’ultima vittoria rossonera al Giraud.
Dalla gara del 1996, la Nocerina non ha più battuto i bianchi (nelle successive sette gare, i molossi hanno racimolato soltanto due pareggi casalinghi).
Adesso che il derby è tornato, dobbiamo augurarci che domenica a Torre Annunziata vada in scena, calcisticamente, un’altra guerra… Battaglia! Meglio chiamarla così!

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it

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