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UNA STORIA FA, quando la Nocerina espugnò il girone A della Serie D

Nonostante la sconfitta nella gara di ritorno della semifinale col Sapri, la Nocerina si era guadagnata il diritto di accesso alla finalissima dei play off di Serie D edizione 2008-2009.
Dall’altra parte trovò nuovamente una corregionale, il Vico Equense di Ferraro. I costieri avevano regolato il Renate grazie alle reti messe a segno (una all’andata e una al ritorno) dal giovanissimo Alessandro Lupico, promettente bomber italiano nato in Gran Bretagna.
Nonostante mancasse ancora una gara, a Nocera qualcuno era molto ottimista. Secondo i soliti bene informati, sarebbe bastato approdare alle semifinali per aspirare al ripescaggio. La Nocerina era addirittura in finale. Vittoria o sconfitta, in città si respirava aria di promozione.
Tuttavia, i veri pensieri che tormentavano i tifosi rossoneri erano: dove si giocherà la finale? Quanti biglietti saranno messi in vendita?
La gara si sarebbe dovuta disputare domenica 28 giugno. Ma, quando si parla di Nocerina, nulla è scontato. Le intemperanze scoppiate sul campo di Sapri fecero sì che, su quella gara, si scatenasse un’attenzione speciale da parte del Viminale. Ne scaturì un problema non da poco: nessuna città voleva ospitare l’incontro.
Il primo no arrivò da Avellino. Potenza poteva essere una soluzione praticabile, ma la questura lucana sbarrò le porte del Viviani. Identiche risposte arrivarono anche da Campobasso e Lamezia Terme. Perfino Roma negò la concessione del Flaminio.

I giorni passavano e il tempo stringeva. E stringeva davvero! Il protrarsi dei tempi stava determinando un problema tecnico non indifferente. Bisognava necessariamente disputare la gara entro il 30 giugno. Dal 1° luglio, infatti, i tesseramenti annuali dei calciatori sarebbero scaduti e le due formazioni sarebbero state impossibilitate a disputare la partita con la rosa che avevano avuto durante il campionato. Insomma, bisognava fare presto.
L’ok, finalmente, arrivò da Rieti. Per rallentare l’afflusso dei tifosi rossoneri, la partita si sarebbe disputata martedì 30 giugno. Praticamente, al limite delle scadenze federali. La doccia fredda, però, era dietro l’angolo. Per evitare ogni problema di ordine pubblico, il giorno prima dell’incontro fu deciso che la finale si sarebbe disputata a porte chiuse. La scelta creò enorme malumore nelle due Nocera. Si smosse anche il sindaco di Nocera Inferiore, l’avvocato Antonio Romano, che assicurò la sua presenza a Rieti accollandosi la responsabilità dell’ordine pubblico. Ma le autorità competenti furono inamovibili: niente tifosi.

Quando, martedì il 30 giugno 2009, il signor Saia di Palermo poté fischiare l’inizio della finale, un po’ tutti gli addetti ai lavori stavano trattenendo il fiato. Prima della gara, un forte acquazzone aveva messo a repentaglio lo svolgimento di un incontro che non si sarebbe mai potuto rimandare. Fortunatamente per la Lega, non solo il terreno di gioco dello Stadio Centro d’Italia aveva retto bene, ma i novanta e passa minuti della finale furono disputati sotto il sole.

In campo non ci fu storia. La squadra di Matteo Pastore passò in vantaggio col solito Cavallaro al 27° del primo tempo. Il fantasista girò in rete, di testa, un bel traversone di Babatunde. Al 2° della ripresa Palumbo sfruttò, su punizione, un’indecisione della barriera dei biancoazzurri: 2-0. Dodici minuti dopo fu Riolo, con una magia personale, a battere il portiere Munao per la terza volta. Il triplo vantaggio rilassò oltremodo i molossi che, per tutto il resto della gara, subirono l’asfissiante il ritorno degli avversari. I costieri di mister Ferraro presero il possesso del campo. Accorciarono il risultato con Lupico e, nel finale, rischiarono di riaprire un match chiuso con Donnarumma che colse una provvidenziale traversa a Terracciano battuto.
Al triplice fischio, la Nocerina e le due Nocera poterono festeggiare la sudatissima vittoria. I molossi erano virtualmente in Lega Pro.

Quell’estate infinita, però, non aveva smesso di riservare colpi di scena. Una delle vincitrici della Serie D, la Biellese, rinunciò all’iscrizione in Lega Pro. Improvvisamente, le promosse dalla D alla Lega Pro II Divisione divennero 8, generando un buco che andava colmato. I piemontesi erano arrivati primi nel Girone A, davanti allo Spezia (eliminato nel triangolare dei play off). Un po’ inaspettatamente, la Lega indicò nella Nocerina la compagine indicata a sostituire i bianconeri. I molossi entrarono, così, nel novero delle aventi diritto all’ammissione in II Divisione. In quel modo, per la società di Citarella e De Marinis vennero meno tutti gli oneri legati al ripescaggio. Tra quest’ultimi, c’era l’impossibilità di ottenerne un altro nei successivi cinque anni. Un cavillo che sarebbe stato decisivo appena 12 mesi dopo.

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it

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