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NOCERINA, parla capitan Morero: “Sfidavo Del Piero, Kakà e Ibrahimovic, ma ora penso ai Play Off”

"Dobbiamo regalare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi. Il mio futuro..."

Ha ancora gli occhi lucidi Santiago Morero quando parla dei suoi inizi calcistici in Argentina tra le file della squadra con cui ha mosso i primi passi nel mondo del calcio: «Ho cominciato nelle giovanili del Rosario Central, una squadra che militava in Primera División, poi sono andato a farmi le ossa in serie C, dopodiché è arrivata la chiamata dal Tigre in serie B con la quale ho conquistato la promozione nella massima serie. In Argentina si vive il calcio in maniera molto passionale, alle nostre gare avevamo a volte anche cinquantamila persone, un’atmosfera che ho trovato qui in molte piazze del Sud Italia».

Dall’Argentina all’Italia, quattro stagioni in serie A nel Chievo, un gol alla Fiorentina, poi qualcosa è andato storto.
«La serie A è un mondo a parte, ci sono i migliori giocatori a livello mondiale, ed io ho avuto la fortuna di giocare con grandissimi campioni come Del Piero, Kakà, Ibrahimovic. In quegli anni in Italia c’erano molte squadre che lottavano per vincere lo scudetto. Dopo i primi due anni al Chievo ho avuto qualche acciacco di troppo, e non sono riuscito ad avere continuità, ed ho scelto di scendere in serie B per rilanciarmi».

Nonostante gli infortuni sono tante le presenze tra i professionisti indossando maglie “pesanti” come quelle di Cesena, Siena, Alessandria, Juve Stabia, Avellino.
«Dopo Verona, mi trasferii al Cesena e poi al Siena che purtroppo fallì e ho dovuto ricostruire la mia carriera con Grosseto e Alessandria. Quest’ultima è una piazza a cui sono molto legato, uno dei momenti più belli è stato quando abbiamo giocato la semifinale di Coppa Italia contro il Milan, un’emozione fortissima. Dopo Alessandria volevo ritornare in Argentina ma mia moglie mi convinse ad accettare la Juve Stabia, perché desiderava vivere anche un po’ al Sud Italia».

Alessandria, Castellammare, Avellino e adesso Nocera, quattro piazze calorose accomunate dall’aver affidato a Morero i galloni di capitano.
«Per me è un grande onore portare quella fascia al braccio ma allo stesso tempo ti investe anche di maggiore responsabilità, perché senti di dover dare sempre il massimo ed essere da esempio per i tuoi compagni di squadra. Il capitano risponde per tutti».

E aiuta i più giovani.
«Spesso mi chiedono dei miei trascorsi in serie A, come fosse marcare Ibrahimovic o altri campioni, anche se a me non piace tanto parlare del mio passato e cerco soprattutto di fargli capire che oltre al talento serve tanto lavoro e voglia di fare per arrivare a certi livelli, solo la qualità non basta».

Nell’ultima gara disputata, contro il Carbonia, Morero si è regalato il primo gol in rossonero per il suo trentanovesimo compleanno. E cosa vuole fare da grande?
«Ci penso spesso, so bene che alla mia età, potrei appendere le scarpette al chiodo improvvisamente. Non mi dispiacerebbe rimanere nel mondo del calcio, magari allenando, ma al momento cerco di godermi ancora il calcio giocato fino a quando ne avrò la forza».

Intanto c’è da condurre la Nocerina, ora che la vetta è ormai lontana, ai play-off.
«Purtroppo abbiamo perso terreno rispetto alle prime, proveremo a giocarci i playoff al massimo delle nostre forze cercando di vincerli e di regalare delle soddisfazioni ai nostri tifosi, che purtroppo in questo difficile momento non possono esserci vicini».

Fabio Vicidomini, La Città di Salerno del 26 aprile 2021

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