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SERIE D e SERIE C: una riforma d’élite che non piace a nessuno

I tempi non sono ancora chiari, i modi lo sono ancora meno, ma sembra che il calcio delle province italiane potrebbe cambiare radicalmente. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, sta lavorando a una riforma dei campionati di seconda, terza e quarta serie che sta alimentando un intenso dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.

Nei prossimi anni, la Serie B dovrebbe essere ridotta a 18 squadre; appena sotto ci sarà una Serie C Élite a girone unico da 16 o 18 squadre. Seguiranno due gironi di Serie C formati da 18 compagini.
I dilettanti sarebbero composti da una Serie D Élite formata, in un primo anno da due gironi da 18 squadre, poi tre. La Serie D non elitaria dovrebbe rimanere simile a quella attuale, ma si trasformerebbe nel sesto livello del calcio italiano (equiparabile, quindi, alla Promozione).

Naturalmente, questa rivoluzione non partirà di punto in bianco, ma sarà preceduta da una serie di campionati di assestamento per permettere di equilibrare le partecipazioni ai vari campionati (c’è chi dice che i primi movimenti potranno partire già nel corso di questa stagione).
Lo scopo di tutto ciò? Ridurre il numero di squadre partecipanti ai tornei maggiori, stringendo i criteri di ammissione per scongiurare i tipici fenomeni estivi legati a fallimenti, esclusioni e riammissioni.

Francesco Belsito

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