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TRIPLICE FISCHIO: il riscatto dei molossi e l’inesperienza di Pitarresi

La vittoria di misura sul Gravina proietta la Nocerina al terzo posto in classifica. I rossoneri erano chiamati a riscattare la sconfitta di Rotonda e ci sono riusciti, non senza soffrire, al termine di una gara nella quale gli ospiti, oltre a tanto possesso palla, hanno creato pochissimo. Adesso, come ha detto anche il mister, bisogna invertire la tendenza fuori casa.

IL PROTAGONISTA Benché il rendimento di Pierfrancesco Vecchione in questo inizio di campionato sia davvero importante in termini di quantità e qualità, la dura legge del gol regala la palma di protagonista della gara col Gravina a Talamo. L’attaccante di Pozzuoli ha timbrato il cartellino in tutte e tre le gare casalinghe disputate fin ora dai molossi. Ieri Nicola è stato decisivo sia come marcatore (realizzando il rigore del definitivo 2-1) che in chiave assist-man: suo il passaggio che ha messo Palmieri a tu per tu col portiere ospite. Il giovane Ciro non si è fatto pregare e, riscattando qualche errore di troppo col Brindisi, ha portato in vantaggio la sua squadra. 

IL MOMENTO CHIAVE Subito il gol del pareggio, la Nocerina arretra eccessivamente il proprio baricentro. È successo già in altre occasioni (contro Francavilla e Rotonda). Inizia, così, un lungo periodo di superiorità territoriale degli ospiti che, tuttavia, non va oltre un prolungato possesso palla. Per pungere, i rossoneri si affidano continuamente al contropiede. Al 22° del secondo tempo tocca a Dammacco involarsi verso l’area di rigore gialloblu. Il numero 98 entra in area dal limite destro e viene atterrato maldestramente da Chiaradia. L’arbitro, il quasi impronunciabile Lingamoorty di Genova, assegna ai molossi il secondo rigore stagionale. Sulla palla si presenta Nicola Talamo. Il destro dell’attaccante rossonero è centrale, ma vincente. La Nocerina si porta sul 2-1, risultato che si trascinerà invariato fino alla fine del match.

DIETRO LA LAVAGNA Al 20° del primo tempo Rizzo, in ripiegamento offensivo, stende un avversario senza pensarci su due volte. Toninetti si piazza sulla palla e osserva attentamente l’area di rigore. Luciano Pitarresi prepara una barriera fatta di soli due uomini e si piazza nei pressi del palo sinistro della sua porta. L’estremo difensore rossonero si aspetterebbe il cross in area. Il numero 8 del Gravina, invece, sceglie la conclusione in porta. La parabola disegnata da Toninetti non è irresistibile, ma Pitarresi è piazzato male e subisce un gol che, con un pizzico di esperienza in più, sarebbe stato facilmente evitabile.

Francesco Belsito

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