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NOCERINA-MAIORINO: le tappe di un disastro

Proteste sui social, città inondata di manifesti, pullman dei calciatori fermato all’uscita del casello di Castel San Giorgio (non sull’autostrada come si ostinano a ripetere certe testate giornalistiche anche nazionali), comunicati degli ultras. La società rossonera è stata capace di generare esclusivamente malcontento.

I PRIMI DODICI MESI Paolo Maiorino ha rilevato la Nocerina il 5 novembre del 2018. Il neopresidente aveva lavorato, tanto, per convincere i calciatori della gestione D’Angelo ad abbassare le legittime pretese relative a contratti di ingaggio mai onorati dalla società precedente. Quali che fossero le finalità dell’avvocato nocerino (le mai celate ambizioni a una candidatura alle elezioni europee tra le fila della Lega), all’indomani dell’investitura, il neo presidente ebbe il merito di estinguere le vertenze e portare a termine il suo primo campionato.

LA STAGIONE 2019-2020 – 1° PARTE L’annata successiva cominciò con propositi di salvezza. La squadra, allestita senza un direttore sportivo, fu affidata a Nello Di Costanzo. L’inizio di campionato fu altalenante, ma la truppa del tecnico se la stava cavando bene: i risultati erano in linea con i propositi di inizio stagione. Il 13 ottobre 2019 al San Francesco arrivò la Gelbison. La formazione vallese, fino a quel momento non aveva subito neanche una rete (pertanto, era ancora imbattuta). Un eurogol di Liurni porto alla vittoria della squadra rossonera. Nella conferenza stampa post-gara il presidente annunciò che gli obiettivi erano cambiati: la dirigenza non si sarebbe accontentata più della semplice permanenza in D. Nel frattempo, stavano cominciando a fiorire nuove vertenze: tra le altre (quelle relative a calciatori e tecnici della prima gestione Maiorino) era arrivata anche quella di Cavallaro. L’ex calciatore rossonero aveva avuto un ruolo importante durante la mediazione con i suoi ex compagni, ma, non avendo aderito alle vie legali, non aveva ottenuto alcun riconoscimento economico da parte della società Pertanto, Cavallaro chiese del tutto legittimamente il rispetto del contratto firmato due stagioni prima.

LA STAGIONE 2019-2020 – 2° PARTE Il 20 ottobre la Nocerina fu sconfitta per 2 reti a 1 sul campo dell’Altamura. La società colse la classica palla al balzo: esonerò Di Costanzo e affidò la squadra a Marcello Esposito (facendolo sedere sulla panchina senza il regolare tesseramento) e Cavallaro entrò a far parte della rosa. Esposito avrebbe dovuto traghettare la squadra fino all’ottenimento del patentino da parte del calciatore palermitano. Qualche settimana dopo tutto sembrava pronto. Il 15 dicembre 2019 l’ex fantasista rossonero festeggiò l’addio al calcio.L’occasione fu data dalla gara casalinga contro il Casarano. Nella partita successiva, a Cerignola, Cavallaro esordì ufficialmente sulla panchina rossonera. Tuttavia, alcune peripezie burocratiche riportarono Esposito alla guida ufficiale della squadra. Scossa dalle vicende che avvenivano intorno al campo, la Nocerina collezionò una serie di sconfitte che portarono la squadra in piena zona play out. Tra una domenica e l’altra, il COVID-19 aveva cominciato a rivoltare il mondo. Il 1° marzo 2020, in occasione della 26° giornata di campionato, la Nocerina era di scena a Francavilla in Sinni. La gara fu appannaggio dei padroni di casa. Ci volle un numero di Diemè, a tempo abbondantemente scaduto, per portare l’incontro sul definitivo 2 a 2. Quel giorno, nessuno poteva sapere che quella partita sarebbe stata l’ultima della stagione. La classifica fu congelata e, grazie alla rete dell’attaccante senegalese, la Nocerina conquistò la salvezza proprio a danno dei lucani. 

I PLAY OFF COL LATINA E IL CURA ITALIA Tra un lockdown, un Europeo e un’Olimpiade rimandati, nell’estate del 2020 si torna a parlare di Nocerina. Il primo motivo di discussione è l’inibizione ai danni del presidente e dei tecnici dovuti alle vicende del mancato tesseramento per le gare dell’annata precedente. Ma la nuova stagione è alle porte. La squadra viene affidata nuovamente a Cavallaro con la novità Riccardo Bolzan come direttore sportivo. La Nocerina viene inserita nel girone sardo-laziale. L’organico è interessante: Morero, Diakité, Talamo, Donida sono giocatori che hanno disputato categorie superiori. In corsa arrivano scommesse più o meno vinte come Garofalo, Sandomenico ed El Bakhtaoui. Ma la vera forza della formazione rossonera sono i giovani. Elementi come Volzone, Katseris, Cuomo, Perito e Vecchione si dimostrano particolarmente apprezzati. Sul campo (praticamente sempre quello di Angri) la Nocerina, tra una gara rimandata per COVID-19, un infortunio e un palo, conquista la semifinale play off contro il Latina. A tenere banco, però, sono le vicende extra-calcistiche. Il presidente, oltre a collezionare le solite vertenze, sta usufruendo di un aiuto insperato per pagare i propri calciatori, il decreto “Cura Italia”. I finanziamenti riguardano anche la Juniores. Per ottenere i fondi, i ragazzi devono dimostrare di aver ricevuto dalla società un rimborso spese di 200 euro. Tutti producono i relativi documenti. Peccato che, da accertamenti avvenuti in seguito, si scopra che i rimborsi spesa erano fittizzi e, al seguito dei ragazzi era stato inviato un massaggiatore non tesserato (un vero e proprio vizio di questa società). Il presidente viene inibito per 2 anni, la società multata e i ragazzi coinvolti squalificati.

LA “DEBACLE DI ALBEROBELLO” La stagione 2021/2022 riparte con una certezza, anzi… due: Cavallaro e Bolzan sono confermati allenatore e DS della prima squadra. In realtà, non si comincia benissimo. Nelle due Nocera compaiono diversi striscioni contro il presidente e la rosa viene allestita in ritardo. Tuttavia, sulla carta, i nomi non sono male. Dopotutto, la Nocerina non aspira a vincere il campionato, semmai a migliorare la posizione della stagione precedente. Vengono confermati Donida, Garofalo, Vecchione, Talamo e Rizzo oltre ai giovani Cuomo ed Esposito; Dammacco torna dopo un po’ e arrivano Simonetti, Pitarresi, Al-Thumi, Chietti, Gallo, Mancino, Bruno, Cason, Bovo, Simonetti e, su tutti, Mazzeo. La squadra si esprime bene (in casa benissimo), arrivando a sfiorare il primo posto. Tutto cambia con l’arrivo al San Francesco, mercoledì 3 novembre, della Casertana di Maiuri. I falchetti, in una gara non limpidissima per quanto riguarda le decisioni arbitrali, s’impongono per 3 reti a 1. Il pari di Molfetta arriva prima di una nuova sconfitta casalinga (contro il Cerignola). Il 2 a 3 finale è pesante da digerire, ma non è nulla in confronto della “debacle di Alberobello”: un 6 a 1 che non ammette repliche. In città scoppia la protesta.

LA FRATTURA È SANABILE? All’indomani della gara ci si aspettano fuoco e fiamme. Invece, non accade nulla. Maiorino pretende le dimissioni del suo allenatore; Cavallaro vuole l’esonero. Il tira e molla non porta a niente. Il presidente, che aveva imposto il silenzio stampa già dopo la gara col Cerignola, continua a imporre il mutismo, indispettendo ulteriormente la piazza. Per le strade, gli ultras della Curva Sud Nuvkrinum fanno sentire fortissimo il proprio dissenso. Il resto è storia di oggi. Ci stiamo avviando lentamente a domenica. Il 28 novembre a Nocera arriverà il Lavello dell’ex Lorenzo Liurni. Tantissimi tifosi rimarranno a casa e quei pochi che avranno lo stomaco di presentarsi al campo lo faranno con la morte nel cuore. Che gara sarà? Impossibile da dire. Uno scatto di orgoglio di calciatori schieratisi in difesa del tecnico basterà? No! Chi siederà sulla panchina rossonera? Gli striscioni affissi questa notte porteranno a un ripensamento da parte degli addetti ai lavori? Non è dato sapere.
Tra vertenze, rimborsi spesa fittizi e inibizioni sono passati tre anni da quando Maiorino ha rilevato la squadra. Forse sono abbastanza. La frattura, oramai, non è sanabile.

Francesco Belsito

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