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TRIPLICE FISCHIO: il silenzio del San Francesco e le rivendicazioni della squadra

La Nocerina ritrova la vittoria in campionato dopo quattro turni nei quali ha collezionato tre sconfitte e un pareggio. Se attacco e centrocampo si sono mossi bene, sotto accusa finisce la difesa che, con le 3 reti incassare ieri porta a 15 lo score negativo delle ultime cinque gare. Il match, tuttavia, è stato dominato dal silenzio: quello del San Francesco e quello della società. 

IL PROTAGONISTA Grande, anziano, austero e muto. Lo stadio San Francesco si è presentato così, ieri, nella gara tra la sua squadra e il Lavello. I tifosi, ancora scossi dalla debacle di Alberobello, hanno preferito disertare in massa l’impianto dimostrando che restando in silenzio, a volte, si riesce a fare più rumore che gridando.

IL MOMENTO CHIAVE Mercoledì 1° dicembre aprirà la sessione invernale del mercato di Serie D. Le voci che si sono susseguite nella scorsa settimana parlano di malumori che serpeggiano tra diversi elementi della rosa. Sembra che i calciatori rossoneri rivendichino qualche spettanza arretrata. Cosa succederà durante la prossima settimana? Qualcuno si starà già muovendo per cambiare aria? La squadra perderà elementi? Nel caso, il presidente sarà in grado di sostituirli? In anticipo, non è dato sapere. Da Mercoledì cominceremo ad avere le risposte. Sarà il 1° dicembre il vero momento chiave.

DIETRO LA LAVAGNA Lo stadio non è stato l’unico a restare in silenzio, lo ha fatto anche la società. Non mi riferisco alla classica conferenza stampa post gara (anzi, sarebbe stato beffardo negarsi ai cronisti dopo una sconfitta e presentarsi ai microfoni dopo una vittoria, come se nulla fosse successo). Il suo silenzio, la società, lo ha sbandierato per tutta la settimana successiva alla debacle di Alberobello. Ieri, ognuno era al suo posto: Maiorino in tribuna e Cavallaro in panchina, come se, dopo un 6 a 1, fosse normale lasciare tutto immutato. Una vittoria non può sanare una frattura che necessiterà di un cambio di rotta per rimarginarsi.

Francesco Belsito 

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