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DA ZERO A DIECI, l’accoglienza della società di casa e la clemenza di Giove

Torna al successo in trasferta, la Nocerina, che si aggiudica la gara col Nola grazie a una doppietta di Dammacco. Il derby dello Sporting Club raccontato… da zero a dieci.

ZERO I gol subiti dalla Nocerina nell’ultima gara di campionato. Non accadeva dal pari a reti (entrambe) inviolate del Paolo Poli di Molfetta. Nelle esibizioni di contorno, la squadra rossonera aveva incassato 3 reti dalla Casertana, dal Cerignola e dal Lavello e le celebri 6 dal Fasano. La retroguardia aveva bisogno di guadagnare un po’ di fiducia. Speriamo che continui su questa strada.

UNO Il presidente della Nocerina, quello che si ostina tenere i suoi atleti in silenzio. Bocche cucite sia al termine delle sconfitte con Cerignola e Fasano che delle vittorie con Lavello e Nola. Una strategia che di certo non paga. Il rapporto coi tifosi si conquista col dialogo (ammesso che si possa riconquistare). La stampa non dimentica. E neanche la città.

DUE Le vittorie consecutive conseguite dalla Nocerina nelle ultime due giornate in campionato. La squadra ha trovato la forza di ricompattarsi dopo la debacle di Alberobello battendo in casa il Lavello e il Nola a domicilio. I prossimi giorni vedranno la compagine di Nocera impegnata mercoledì, in casa, contro il Matino e domenica, in Puglia, contro l’Altamura. Si sa che le squadre di bassa classifica sono quelle più difficili da affrontare, ma se i rossoneri vogliono dimostrare qualcosa in questo campionato, devono farlo in occasioni del genere.

TRE I gol annullati, tutti per fuorigioco, a Fabio Mazzeo. Se il fantasista rossonero ha dimostrato un certo fiuto del gol, non si può dire altrettanto per il suo senso della posizione. Ma, indipendentemente dalle bandierine costantemente alzate a suo sfavore, la prestazione del numero 10 è stata sopra le righe. Domenica Mazzeo ha finalmente dimostrato di poter fare la differenza in una categoria come questa. Ma non c’erano dubbi.

QUATTRO A chi gestisce il comune di Nola. Una città come quella dei gigli, una società storica come quella bianconera meritano uno stadio all’altezza, quantomeno, del Piazza D’Armi. L’abbattuto impianto nolano era dotato di una lunga tribuna coperta, un settore distinti, una curva in tubolari e un ampio gabbiotto per la stampa. Costringere la società bruniana ad affittare un campetto di periferia come lo Sporting Club mortifica la storia di una società che sta per festeggiare i 100 anni di attività.

CINQUE Gli sponsor sulla maglia del Nola, talmente tanti che i calciatori di casa hanno dovuto giocare con la maglietta fuori dai pantaloncini affinché fossero tutti leggibili. Al confronto, la maglia bianca degli ospiti ha sfigurato alquanto. La (s)fiducia nei confronti del patron rossonero si misura anche in aspetti come l’apprezzamento da parte delle attività del territorio.

SEI I gol subiti ad Alberobello, quelli che non fanno dormire la piazza di Nocera per la vergogna. Fin quando qualcuno non chiederà scusa ai tifosi e spiegherà i veri motivi alla base di una prestazione indegna della maglia rossonera, si batterà costantemente su questo punto. I tifosi meritano una spiegazione. Pensare di puntare sul tempo affinché quell’episodio venga dimenticato è una strategia errata.

SETTE Alla clemenza di Giove pluvio, che ha concesso per gran parte dell’incontro agli infreddoliti spettatori di assistere alla gara all’asciutto. La bontà dell’antica divinità dispensatrice della pioggia è durata quasi fino alla fine dell’incontro. Nei minuti finali, incurante di prese elettriche volanti, telecamera sul cavalletto e computer in bella vista, sul piccolo (e scuro) impianto di Nola si è scatenato un breve diluvio. Stoici, i nostri collaboratori, a continuare il proprio lavoro quasi come se nulla fosse in atto. Per la prossima volta, caro Giove, si richiede un pizzico di creanza in più.

OTTO Alla prestazione di Dammacco. Al di là delle solite leziosità di troppo, l’attaccante barese ha saputo capitalizzare al massimo due delle tre occasioni che, nel corso del primo tempo, l’hanno portato di fronte all’estremo difensore nolano (tra l’altro, il suo ex compagno di squadra Mario Cappa). Con la doppietta di ieri, il bomber della passata stagione ha raggiunto cinque reti in campionato, uno score non indifferente se si considera che Gaetano, in estate, aveva preferito cambiare aria, e andare a respirare, per un paio di mesi, quella della Sardegna. Tornato alla base come figluol prodigo, è stato accolto dal suo allenatore con una maglia da titolare. E lui sta ripagando questa fiducia.

NOVE Il numero di maglia di Figliolia, insieme a Mario Cappa e Giuseppe Ruggiero, uno dei tanti ex rossoneri in campo nel derby. Dopo aver giocato con la Primavera molossa, l’attaccante salernitano ha saputo costruirsi un buon curriculum in C2 (agli esordi) poi in “quarta serie”. Ieri, la punta bianconera ha ingaggiato un lungo duello, più fisico che tecnico, Nicolò Donida (dal quale il capitano rossonero è uscito praticamente sempre vincitore).

DIECI All’accoglienza che la società di casa ha riservato ai corrispondenti di NocerinaChannel e ForzaNocerina.it. La tribunetta dello Sporting Club è totalmente indatta a ospitare giornalisti, che devono arrivare a dividersi gli spazi coi tifosi legittimamente abbonati. Nonostante il piccolo gabbiotto presente nella struttura sia stato riservato agli operatori di casa, sono stati procurati ai rappresentanti della stampa provenienti da Nocera tavoli, sedie e un collegamento volante all’energia elettrica. Il tutto condito da cordialità e caffè. Un’ospitalità che la società rossonera dovrà e saprà ricambiare al ritorno.

Francesco Belsito

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