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NOCERINA: dal presidente all’ultimo dei tifosi, la colpa è di tutti!

Sintetizzare cosa stia accadendo negli ultimi dieci anni alle sorti del sodalizio rossonero è davvero difficile. Partendo dal dopo “Salerno”, dove i colpevoli sono ben noti, non perché lo dice il sottoscritto, che da sempre lo ha sostenuto, ma per le sentenze o le mancate sentenze della Giustizia sportiva e civile. Che hanno individuato i colpevoli non tra le persone che affollano i gradoni dello stadio, ma altrove, a differenza dalla pubblica opinione, pilotata ad arte da una distorta informazione.

Tutto quello che è successo dopo è ascrivibile a tutti. Si siamo tutti colpevoli.

Una storica società come quella rossonera, che è stata orgoglio per intere generazioni è lasciata al suo destino, senza che la Città, o meglio, senza che le due Città batton le ciglia.

L’elenco è lungo, partiamo dalla politica, che ad intermittenza ricorda che la squadra rappresenta le due comunità, quando fa comodo. Altre volte invece o gira le spalle, lasciando tutti gli “oneri” all’altra Amministrazione, che non la si ricorda per interessamenti attivi, o addirittura “sponsorizza” discorsi alternativi. Vabbè, magari tra qualche mese, come per magia, qualcuno si ricorderà che il blasone non merita certe categorie e farà appello alla nocerinità (termine coniato ad inizio anni 2000 per la città di Nocera Umbra). Dimenticando questi lunghi dieci anni di assenza e strafottenza.

Facilmente possiamo passare all’imprenditoria e ai professionisti locali, che da anni non sposano (escludendo qualche rara eccezione), la causa rossonera. La Nocerina nel professionismo ha negli anni avvantaggiato anche le imprese del territorio, sia come indotto diretto che indiretto. Ora questa apatia è inspiegabile. Vedere aziende del territorio sponsorizzare altre realtà, anche non locali, lascia pensare, ma fa comunque male a chi vive la passione rossonera ogni giorno. Certo dire adesso, la gestione attuale della società non ci ispira è solo un alibi che non regge. Infatti se si è arrivati all’attuale quadro societario è perché nessuno si è preoccupato delle sorti del club.

Anche gli organi di stampa hanno delle responsabilità, siano essi accreditati o semplicemente voci dei tifosi. Non evidenziare certi scempi, tacere su evidenti malefatte, avallare o meno fantomatiche cordate o gestioni societarie, non hanno fatto il bene del club rossonero.

Delle responsabilità vanno attribuite sicuramente anche ai tifosi. Al di là della presenza di alcuni, troppi purtroppo, solo in partite di maggior interesse, la tifoseria si è mostrata in questi anni, e non solo strettamente a quelli in questione, apatica per certi versi e invadente per altri. Apatica perché in silenzio ha fatto scorre su se stessa tutto quello che accadeva al mondo rossonero. Invadente, perché a volte, forse in maniera anche frettolosa, è voluta entrare a gamba tesa su situazioni che non erano “strettamente di competenza”. Ma di certo è la parte con la ferita più profonda per questo stato comatoso in cui versa il sodalizio rossonero.

Oggi, non soffermandoci solo alle sentenze, ma alla lettura dei dispositivi che portano alle stesse, rabbrividiamo. Da questi si evince in che modo viene gestito il sodalizio rossonero dall’attuale compagine societaria. La più vergognosa gestione della storia? che ha superato di gran lunga quelle precedenti, che hanno infangato il nome della Nocerina e delle due Nocera. Una interminabile collezione di “figuracce” mai vista prima. I bluff, sono l’ultima trovata di questa gestione, dalle telefonate istituzionali a finte dimissioni di pseudo dirigenti, che di fatto continuano ad operare a braccio stretto con la proprietà.

Non è semplice trovare una via d’uscita da questa situazione. Magari tra qualche mese ci potranno essere delle novità, c’è da scommetterci! Potrebbe l’ennesima mancata candidatura del patron a farlo finalmente liberare il club dalla sua presenza, o qualche altro accadimento che sembra sia vicino alla maturazione. Non ci resta che sperare che non si continui a mortificare il nome della Nocerina e delle due Nocera, così come adesso. Liberateci da questo scempio.

Francesco Cuomo

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