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NOCERINA ON THE ROAD: Nola, la terra di Giordano Bruno

Il pirotecnico quattro a tre inflitto al Lavello non ha sicuramente ricucito la frattura ormai insanabile con la tifoseria, ma ha rinvigorito non poco la Nocerina. La squadra di Giovanni Cavallaro proverà a dare continuità al proprio riscatto domenica, nella gara esterna contro il Nola, allo stadio “Sporting Club”. La città che ospiterà i molossi vanta una storia plurimillenaria, che ha visto la nascita di alcune delle personalità più importanti per l’intera umanità. Chiaramente, stiamo parlando di Giordano Bruno, il filosofo per eccellenza dell’intero ‘500, condannato a morte a causa della sua libertà di pensiero. Nola è anche la città del santo martire Felice e di san Paolino, i due protettori del paese, due uomini che hanno profondamente influito sulla diffusione del cristianesimo. Le affascinanti chiese, la tradizionale Festa dei Gigli e i ricordi finiti sui libri di storia sono il miglior lascito possibile per questo territorio, ricco di aneddoti e di mistero.

LA STORIA. La fondazione di Nola risalirebbe all’801 a.C., ad opera del popolo degli Ausoni, che la chiamarono “Nuvla”, città nuova. Molto probabilmente, il nome derivava dal fatto che in precedenza ci fosse un vecchio insediamento, andato distrutto per via di una serie di calamità naturali. Nel 400 a.C., la città diviene capitale della Confederazione Campana, e sarà una preziosissima alleata di Roma durante le guerre sannitiche. Al termine di queste, Nola viene premiata attraverso l’elevazione al grado di “municipium”. Dopo aver difeso Roma anche durante le guerre contro Cartagine, i nolani si ribellano al potere centrale, per poi essere conquistati da Lucio Silla, nell’80 a.C. I secoli successivi vedono il prestigio di Nola in netto declino, anche se va segnalato un episodio abbastanza curioso. Infatti, stando alle “Vite dei Cesari” di Svetonio, pare che Ottaviano Augusto sia morto proprio a Nola, “apud Nolam”. Dal terzo secolo in poi, Nola diventa un importante centro episcopale, soprattutto nel periodo in cui la carica di vescovo viene affidata a Paolino di Bordeaux, dal 409 d.C. All’indomani della caduta dell’Impero Romano, Nola vivrà uno dei momenti peggiori della sua storia a causa dei saccheggi e di violente eruzioni del Vesuvio.

I LUOGHI E LE TRADIZIONI. La Festa dei Gigli è in assoluto uno dei motivi principali per cui visitare Nola e il suo centro storico. Infatti, questa festa è riconosciuta come Patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco, grazie allo stupore che trasmette e alla storia che vi è dietro. Il mese di giugno di ogni anno, in onore di san Paolino, avviene una processione caratterizzata dalla presenza di otto obelischi di legno, alti circa venticinque metri, che sono definiti “Gigli”. Questi vengono caricati sulle spalle da un gruppo di cento uomini, detto “paranza”, e portati in giro per le vie del centro storico. Lungo queste strade di possono ammirare i monumenti più importanti. Ad esempio, si può visitare la Cattedrale di Nola, la cui cripta conserva le spoglie di san Felice, e la Chiesa di San Biagio, sotto la quale sono stati rinvenuti i resti di un’antica domus romana del III secolo d.C. Il territorio nolano vanta un patrimonio di sicuro valore anche dal punto di vista archeologico. Infatti, qui si trova un villaggio preistorico risalente all’età del Bronzo, e il Complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile, un gruppo di edifici di culto dedicati ai Martiri risalenti al IV-V secolo. Infine, per chi abbia anche voglia di svagarsi con lo shopping, non può mancare una sosta al “Vulcano Buono”, il caratteristico centro commerciale con la struttura a forma di Vesuvio.

Domenico Pessolano

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