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TRIPLICE FISCHIO: l’assist di Mazzeo e il silenzio a oltranza della società

L’exploit di Nola permette alla Nocerina conquista la seconda vittoria fuori casa, bissando il successo contro il Lavello. Inoltre, come non accadeva dal 7 novembre contro il Molfetta, il reparto arretrato è riuscito a non subire gol.

IL PROTAGONISTA Al termine della sconfitta interna col Cerignola, un attimo di stizza l’ha portato a rispondere ai sostenitori in tribuna. Da quel momento, Nicolò Donida è diventato oggetto di una pesante contestazione. Dalla domenica successiva, complice l’assenza di Garofalo, l’atleta di Cremona ha indossato la fascia di capitano. Se il suo comportamento post gara è stato da condannare, in campo Donida non ha fatto (quasi) mai mancare il suo impegno. Schierato da esterno alto, laterale e centrale nella difesa a tre, ci mette (quasi) sempre cuore e grinta. Nella gara col Nola, Donida ha praticamente annullato Figliolia, contribuendo a mantenere inviolata una difesa finita sotto accusa troppe volte nelle ultime gare.

IL MOMENTO CHIAVE Il primo tempo sta per scadere, la Nocerina è in vantaggio per una rete a zero. Al 43° Fabio Mazzeo raccoglie un disimpegno errato del terzino francese Djibril Togora e, senza pensarci due volte, inventa un lob smarcante per Dammacco. L’attaccante rossonero si presenta a tu per tu contro Mario Cappa e batte l’ex compagno di squadra per la seconda volta. Al di là dell’assist, la gara del fantasista rossonero sarà ricordata per le reti annullate, ben tre, per altrettante posizioni di fuorigioco. Il raddoppio allo scadere della prima frazione di gioco ha permesso alla Nocerina di mettere un’ipoteca che si è rivelata decisiva sul risultato finale.

DIETRO LA LAVAGNA  La ferita di Alberobello è ancora aperta. Lo strappo con i tifosi non può essere ricucito con due “semplici” vittorie. C’è bisogno di costruire un dialogo con la piazza, di comprendere quali sono e quali saranno le strategie societarie, di formulare scuse ufficiali per una prestazione che è stata troppo brutta per essere vera. Il presidente continua a tenere chiusi i propri altleti in un ostinato mutismo. Quando a Cavallaro & company sarà concesso di tornare a rispondere alle domande dei cronisti, le prime domande riguarderanno, comunque, quella domenica. Perché onte come quella maturata col Fasano non si cancellano facilmente, e, soprattutto, non si dimenticano.

Francesco Belsito

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