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DA ZERO A DIECI: l’uomo solo al comando e i 4 moschettieri di una farsa dalle sbiadite tinte rossonere

La Nocerina perde in casa con il Bitonto e fin qui tutto normale, o quasi, considerando gli opposti valori tecnici in campo. Purtroppo però la sconfitta non è il solo problema in casa rossonera. Riviviamo i momenti salienti della giornata … da zero a dieci.

Zero, alla scomposta reazione di chi firma questa rubrica nei confronti di una persona con i capelli grigi. La tensione della conferenza stampa tenuta in una sala affollata principalmente da non “addetti ai lavori” in questa delicata fase sanitaria, ha contribuito a perdere le staffe. Basta la Nocerina a farci “perdere la salute”, evitiamoci il covid. Self-control

Uno l’uomo al comando, oramai rimasto solo, dopo l’abbandono degli intrepidi Bolzan e Cavallaro.
Il direttore sportivo e l’allenatore rossonero che appena sei mesi or sono raccontavano ai microfoni e non, della bontà del progetto messo su da una società che definire tale è una bestemmia. La realtà è stata decisamente differente e crudele. Bluff

Due ex rossoneri hanno lasciato la vita terrena la scorsa settimana, Nicola La Brocca e Gianni Di Marzio. Un’altra occasione persa dall’attuale società rossonera, che non ha avuto il tempo neanche di onorare la loro memoria. Irrispettosi con i vivi ed anche con i defunti.

Tre i gol subiti dalla squadra di Cavallaro ad opera del Bitonto, che si è dimostrata padrona del campo. Alla società pugliese andrebbero poste delle scuse, per la travagliata trasferta nocerina. Le difficoltà di comunicazione dei due staff erano niente, rispetto allo scempio trovato al San Francesco. Come ciliegina sulla torta l’assenza dell’acqua calda post partita. Una vergogna indicibile per una società storica come quella rossonera. Indecorosi

Quattro i moschettieri rossoneri che si son presentati in conferenza stampa dopo l’ennesima disfatta in campo, rompendo di fatto il silenzio stampa imposto dalla società oramai da mesi. Purtroppo oltre a registrare giusto poco più di mezza dozzina di settimane di ritardo, le giustificazioni addotte non convincono. La professionalità tanto decantata non si rispecchia con la dignità, da sempre assente. Bocciati

Cinque, ma anche meno, i mesi trascorsi dalla roboante consegna alla città del rifatto San Francesco che versa in uno stato d’abbandono che sembra atavico. Il manto erboso bellissimo di inizio settembre è diventato fieno per le stalle. Un’incuria che al di là del risentimento del Primo cittadino dovrebbe far riflettere sulle incapacità manifeste di persone deputate alla cura e gestione delle strutture cittadine. Incapaci

Sei settimane circa, quelle trascorse inseguendo una libellula in un prato, ed in attesa di sviluppi di una trattativa che forse ha preso realmente il via solo dopo la conferenza stampa di Nunzio Grasso dell’altro sabato. Fino a quel momento, tra fogli volanti e chiacchiere a vuoto non si è mai manifestata la volontà di cedere il sodalizio rossonero. Speriamo che si acceleri e si arrivi al dunque per finire questa telenovela. Magari si porrà fine anche il supplizio rossonero. Liberatela

Sette-te, come nel gioco del cucù, improvvisamente riappare un Dammacco che sembrava essere out per la sfida alla squadra pugliese e scompare Mazzeo. In conferenza stampa è stato riferito di un malanno improvviso del fantasista rossonero. Speriamo nulla di preoccupante per il buon Fabio, come speriamo che non sia la fatidica influenza da spogliatoio “freddo” che sta colpendo i calciatori rossoneri. Coperta corta

Otto i punti di distacco dalla zona play out, con una partita in più giocata rispetto alle dirette avversarie. Un bottino che continuando di questo passo, con questa gestione e con la pessima organizzazione palesata, non sarà facile custodire. Le sabbie mobili sono vicine, basta poco per sprofondare. Dopo l’infinita collezione di pessime figure a cui ci ha abituato questa società, siamo sicuri che la classifica sia il male peggiore di questa annata? Inguardabili

Nove alla signora Rosaria. Palesemente disgustata al terzo gol ospite, lascia la tribuna in anticipo, ma prima di prendere la rampa di scale trovatasi ad un passo dal patron rossonero ha conferito allo stesso una serie di epiteti indicibili, guadagnati da questi tre anni di scellerata gestione del club rossonero. Per fortuna che non si è ritrovata tra le mani una delle sue deliziose crostate. Mitica

Dieci agli ACID, un gruppo di giovanissimi tifosi rossoneri, che hanno incitato i giocatori per novanta minuti. La loro giovane età e la passione mostrata sono la nostra speranza per un futuro ancora da MOLOSSI. Di questi tempi, con queste gestioni non è semplice buttar giù continui bocconi amari alla loro età, senza farsi ammaliare dal calcio del divano, benvenuti. Unici

Francesco Cuomo

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