NOCERINA ON THE ROAD: Brindisi, la porta d’Oriente











Il pareggio conquistato in casa contro l’Afragolese non ha risollevato gli animi in casa Nocerina, alle prese con una classifica che non fa stare di certo tranquilli. Riscattarsi è obbligatorio, e i rossoneri dovranno provarci già a partire dalla difficile trasferta di domenica contro il Brindisi, battuto a sorpresa all’andata per tre a zero. I rossoneri andranno a caccia di un risultato positivo nella città “Porta d’Oriente”, uno dei capoluoghi più suggestivi della Puglia e di tutta Italia.
LA STORIA. Brindisi è una città salentina che vanta più di ottantamila abitanti, ed è distante circa 360 chilometri da Nocera Inferiore. Il nome attuale deriva dal latino Brundisium, a sua volta proveniente dal messapico Brentium, che è traducibile con “testa di cervo”, in riferimento alla caratteristica forma del porto. La fondazione del centro risalirebbe addirittura all’età del bronzo, con le popolazioni dell’epoca che avevano individuato in questo luogo la presenza di un importantissimo porto naturale, tra i più grandi del Mediterraneo. Dopo essere stata a lungo abitata dai Messapi, Brindisi venne conquistata dai Romani nel 266 a.C., diventando da quel momento in poi il crocievia di riferimento per la Grecia e le terre orientali, sia a livello commerciale che culturale. Nell’età tardoantica, la città divenne sede episcopale e un importante centro di evangelizzazione, ma subì una serie di invasioni che ne provocarono una paurosa decadenza, culminata con la distruzione ad opera dei Saraceni nell’anno 838. A partire dal 1070, Brindisi riuscì a tornare ai fasti di un tempo grazie a una completa riqualificazione da parte dei Normanni, anche e soprattutto dopo l’inizio delle Crociate. In vista delle partenze per la Terra Santa, infatti, il porto recuperò la propria centralità. Facendo un enorme salto nel vuoto, si arriva direttamente alla Seconda Guerra Mondiale, quando Brindisi divenne il rifugio del re d’Italia Vittorio Emanuele III, fuggito da Roma in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943.
I LUOGHI. Tra i monumenti più importanti di Brindisi c’è sicuramente la Cattedrale della Visitazione e di San Giovanni Battista, consacrata nel 1089 da papa Urbano II. Il complesso è un tipico esempio di stile romanico-pugliese, che però è stato più volte ricostruito nel corso dei secoli. Il duomo di Brindisi è storicamente celebre per essere stato il teatro delle nozze dell’imperatore Federico II di Svevia nel 1225. L’eco del glorioso passato romano viene dato delle Colonne traiane, situate a pochi passi dal porto della città; il monumento, mutilo a causa del crollo di una delle sue colonne nel 1528, fu costruito su volontà dell’imperatore Traiano e segnava la fine della Via Appia. Infine, il lascito medievale è rappresentato da un castello svevo voluto da Federico II e, soprattutto, dal Castello alfonsino, conosciuto dagli abitanti come “Forte a Mare”, poiché venne edificato dal re Ferrante d’Aragona sull’isola di Sant’Andrea, direttamente sul mare, acque salentine dalle rotte che hanno segnato millenni di economia, viaggi e ibridazioni culturali.
Domenico Pessolano (foto di Roberto Munao)
