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Da Zero a Dieci: in condizioni da rivedere, la Nocerina supera l’esame Scafatese

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Il match più atteso della prima parte della stagione, giocato lontano da Scafati ha creato qualche difficoltà organizzativa. La Nocerina dal canto suo ha superato l’esame Scafatese senza grossi patemi. Il derby dell’agro, giocato a Santa Maria la Carità, Da Zero a Dieci:

ZERO alla professionalità del “responsabile alla sicurezza” della Scafatese Calcio. Riconoscibile dalla sua camicetta bianca. Ha parlato tanto, dando disposizioni discutibili (e poco ascoltate) a chi era allo stadio solo per lavorare, vista la totale assenza dei supporters rossoneri. Passando poi fantasticamente al “mutismo selettivo” all’arrivo del pubblico e trasformandosi in un elegante distributore di bandierine con i colori sociali della Scafatese. Zero i tifosi rossoneri al seguito, per la terza stagione consecutiva sono esclusi nei big match lontani dal San Francesco. Da Rivedere

UNO l’uomo ammirato al centro di una sorta di tribuna coperta (di fortuna) al “Comunale” di Santa Maria la Carità, il patron della Scafatese Felice Romano. Lasciato solo forse per “l’ansia da prestazione” o per distrazione, è sembrato un tenero canarino in gabbia. Da rivedere in generale tutta l’organizzazione di una società che fa proclami importanti e poi…

DUE all’accoglienza e alla sistemazione dei dirigenti, tesserati ed accreditati della Nocerina al “Comunale” di Santa Maria la Carità. Non sono bastati i chilometri percorsi dal Direttore Generale Mirko Scermino che, sempre con garbo ed eleganza, ha cercato di tappare falle e garantire a tutti una buona permanenza. La scelta del posizionamento nel settore “Curva” ha creato malumori anche tra i sostenitori di casa. Le forze dell’ordine probabilmente hanno dovuto prendere quella decisione per una inadeguata presenza di steward e per garantire la pubblica incolumità dei presenti. Ma lasciare intere famiglie con bambini, dirigenti, società senza nessun ristoro, sotto un sole cocente, non può essere giustificato neanche dalla presunta emergenza dell’ultima ora. Alla fine, a giusto premio, gli occupanti del settore “ospiti” improvvisato, sono stati fatti uscire per ultimi, tenendo lontano dalla squadra anche i dirigenti e la proprietà.

TRE alla direzione di gara, decisamente non all’altezza di un macth importante come il derby andato in scena a Santa Maria la Carità. Non discutiamo gli episodi, ma l’atteggiamento che non è stato per niente deciso ed autorevole. L’arbitro ha sofferto molto alcuni atteggiamenti dei calciatori, due dei quali, uno per parte lo hanno messo alla berlina agli occhi del pubblico. Se questo passa il convento, speriamo di cambiarlo il prima possibile.

QUATTRO, ma decisamente anche meno, alle condizioni in cui ha dovuto operare la stampa. Uno sfregio. Anche in considerazione del fatto che nessuna concessione è stata fatta a chi doveva garantire la diretta video della partita, anche a discapito delle disposizioni della LND. In questo girone capiterà spesso di trovare difficoltà oggettive per la carenza di strutture, ma se a questi aggiungi anche decisioni balorde…Speriamo nel buon senso, per offrire al meglio questo servizio al popolo rossoneri.

CINQUE, anzi quattro i giorni che mancano alla prossima sfida dei molossi. La gara è stata anticipata di un giorno, in considerazione del turno infrasettimanale previsto per mercoledì 24 settembre. Il San Francesco deve spingere i ragazzi di Campilongo alla vittoria, che in questo campionato non è ancora arrivata. Non prendete impegni perché sabato andiamo tutti al San Francesco.

SEI come le marce del Direttore Cosimo D’Eboli. Il “top player” rossonero sempre attivo sul mercato, cerca di tamponare alle esigenze che si presentano di volta in volta. Una serie di stop dovuti ad infortuni non certamente prevedibili, hanno fatto fare gli straordinari al direttore, che di sicuro sta già valutando nuove soluzioni, per non lasciare nulla al caso, anche in qualche reparto, dove per fortuna l’assortimento non manca.

SETTE giorni dopo lo stato confusionale dell’area tecnica al debutto al San Francesco. La via maestra sembra imboccata. Di certo bisogna migliorare determinate cose, di certo siamo a credito con la fortuna sulla situazione infortuni, ma le scelte questa volta sono più che apprezzabili. Sia chiaro, almeno noi, non soffriamo di bipolarismo. E’ solo la dimostrazione evidente che contro il Trastevere si era appannata un po’ la vista a qualcuno in panchina. Speriamo bene di iniziare a correre spediti verso la meta da tutti ambita.

OTTO agli ultras della Scafatese che hanno messo in curva lo striscione “Trasferte libere”, facendo intendere mentre lo mettevano che non sarebbero entrati per rispetto verso la tifoseria avversaria. Poi la questione è scivolata su binari forse differenti, vista la scelta di far posizionare nel “loro” settore gli accreditati rossoneri. Alla fine gli ultras hanno sostenuto la squadra restando fuori. Un plauso anche alla scelta della società gialloblù che ha diramato un comunicato per garantire accesso gratuito alla prossima gara casalinga nel settore curva, come ristoro per i disagi arrecati ai sostenitori.

NOVE all’accoglienza ricevuta dalla stampa. Eccezion fatta per la famosa “camicetta bianca”, sin all’ingresso e poi in tribuna è stato riservato un buon trattamento. Pasquale Formisano, responsabile dell’ufficio stampa della Scafatese, ha cercato di garantire a tutti la possibilità di lavorare, anche in presenza di carenze strutturali evidenti, non imputabili alla sua volontà.

DIECI al buffet organizzato dalla Polisportiva Santa Maria la Carità, che doveva essere consumato nell’intervallo tra il primo ed il secondo tempo. Ma l’impossibilità a raggiungerlo per la società rossonera ha impedito questo momento conviviale. A fine partita gli organizzatori, un po’ delusi per la mancata opportunità di dimostrare la loro ospitalità, poco prima di riportare indietro tutto il buffet hanno deciso di offrirlo in parte alla stampa, che ha accettato di buon grado, pur di non farli dispiacere. Un dolce sacrificio, molto gradito.

Francesco Cuomo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Zero a Dieci

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