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“Il caffè del lunedì”: Nocerina-Trastevere secondo Filippo Zenna

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Tutto si gioca sul tempo. È lì che scorrono gli uomini ed i loro destini. Quel tempo che resti sospeso a capire come Giannone abbia potuto buttarla fuori e non dentro sul gong di una partita allucinogena, una sorta di trip emotivo, roba da chiederti “sogno o son desto”. 

ILLUSIONE. Maledetto il tempo. Arrivi un’ora prima allo stadio, biglietto e solito euro di adesivi, genitori un po’ stralunati perchè costretti a pagare per il figlioletto di dieci anni (bah! Anche qui tempismo davvero rivedibile in un momento di grande entusiasmo e passione). 

Caffè, tre sigarette, quella fastidiosissima musica a palla sparata dalla tribuna che toglie tutta la magia del pre partita (peggio di un dj tech house ad un aperitivo al tramonto) e poi comincia la stagione sotto un caldo assurdo ed in mezzo ad una marea di gente col cuore a mille. Tim-Tum-tam (come diceva il buon Ussia) e la palla corre veloce sull’asse Bezzon-Morrone, sempre indirizzata sulla corsia di sorpasso di nome Kernezo. Che giocatore mamma mia. Spacca Trastevere e partita, Felleca fa gol, gli altri si divertono e sembra tutto un incanto. Tanto prima o poi la chiudiamo!!!

ALLERTA. Ma così non è. Il Trastevere sta lì, sperando solo di non prenderne dieci. La butta in avanti, eppure qualche pericolo lo crea. La mia analisi della scorsa settimana inizia a farsi turbamento: Vacca è sfinito, gli subentra Giannone con conseguente cambio modulo (poco comprensibile non dovendo rincorrere ma gestire). Poi si fa male turbo Bezzon ed è qui che i fantasmi prendono forma. Campilongo guarda la panchina e non ha un solo mediano di ruolo: butta dentro Fraraccio. E si accartoccia lui stesso l’allenatore rossonero non vedendo la spia rossa di Felleca (che non tornava più) e Kernezo (che non pungeva più). La Nocerina, avanti di un uomo e di un gol contro un avversario modesto, perde ritmo, energia, riferimenti e soprattutto tempo. 

BATOSTA. Quel tempo che il ds D’Eboli ha di nuovo sfidato convinto di esserne superiore. Icardi desaparecidos, Deli già due volte ai box in meno di tre settimane, poi la mazzata Konatè unita alla squalifica di tre turni di Aliperta. Con sette centrocampisti, Campilongo si è ritrovato Fraraccio in mediana dopo 70 minuti di campionato: se non è blasfemia poco ci manca. Andava gestita meglio, molto meglio. 

E la sorte, che col tempo ha sempre un’affinità elettiva speciale, ci ha messo del suo a tre minuti dalla fine, quando una palla innocua ha spiazzato Zanotel e Troest e messo in ginocchio la Nocerina. Altro tasto dolente quello degli under di difesa. L’impressione, già avuta in coppa, si è fatta ancor più corposa: manca struttura ed i conti son stati fatti pure male (se gioca Fraraccio va tolto il portierone polacco). 

TEMPO…SCADUTO. Sul gong del quinto minuto di recupero poi il clamoroso errore di Giannone, entrato in campo per perdere un pallone sanguinoso e sprecare un gol già fatto a porta vuota. In quel frame quasi il tempo ha voluto farsi beffa dei rossoneri, condannandone – ben oltre i demeriti – tutti gli errori di presunzione e superficialità degli ultimi due mesi. La squalifica di Aliperta era cosa nota, la precarietà di Deli pure, la situazione borderline di Icardi idem, il problema under ancor di più. Cocco D’Eboli era convinto di scamparla e di avere il pulmino pieno, ma è stato punito.

Domenica c’è già la Scafatese in trasferta. Probabilmente con la stessa emergenza (sperando Bezzon non abbia subito infortuni seri), ma senza più tempo. Di quello ne abbiamo già bruciato tanto. 

Filippo Zenna

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