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“Il caffè del lunedì”: Scafatese-Nocerina secondo Filippo Zenna

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Dieci minuti, dieci appena. Ed una settimana disperata per la Nocerina è stata spazzata via dalla potenza di Troest, dai raddoppi di Felleca e Kernezo, dal dinamismo di un centrocampo in crescita. Basta poco per capire quando una squadra è in palla, in fiducia ed ha una fame unica di riscatto.

APPROCCIO. Dieci minuti per maturare una certezza: non la perderemo mai questa partita. Tutti s’aspettavano una Scafatese d’assalto, pronta a metterci in mezzo con le catene Guerra/Volpicelli e Faiello/Convitto. Invece la Nocerina s’è presa il campo, ha chiuso i varchi e giocato pulito, ha approcciato in maniera così autorevole da indirizzare la partita piuttosto che subirla. E l’interpretazione quasi perfetta – nella tattica, nella tecnica, nell’intensità – avrebbe partorito una vittoria meritata senza quel rigore regalato un po’ dall’unico errore di scalature difensive (nato dall’unica sbavatura di Bezzon), un po’ da un arbitro imbarazzante nella gestione della gara.

SCELTE OK. Bravo Campilongo a prepararla nonostante l’ennesima sciagura (rottura del setto nasale per Guifo), blindando la difesa con due under meno propensi ad attaccare ma assai più solidi nelle marcature e nelle preventive. Intelligente anche la gestione dei cambi per dar respiro alle frecce d’attacco e ad un Vacca con qualità (bello il sinistro ad incrociare per il momentaneo vantaggio) ma non ancora al top per novanta minuti di battaglia. 

GIÙ I CALICI. Più che il pareggio finale (un pochino stretto ai rossoneri), è la sensazione di compattezza a rendere il caffè del lunedì molto più piacevole. Chi ha dichiarato vittoria entro dicembre avrà probabilmente rimesso i calici nel cassetto perché una Nocerina così non mollerà mai la presa, darà battaglia fino all’ultima giornata, farà di tutto per vincere. Non è stato un incontro spettacolare, ma per larghi tratti i rossoneri hanno costretto la Scafatese a difendere a cinque, a triplicare le marcature su Kernezo, a lavorare con un blocco molto basso lasciando Maggio nella morsa di Troest e Morales. In soldoni, l’hanno ridimensionata. 

INTERVENTI. Restano dei problemi da affrontare e non sottovalutare: non a caso la società ha già provveduto ad ingaggiare un nuovo 2007 ed il jolly difensivo Tazza per avvicinarsi al completamento dell’organico. La coperta resta corta in mezzo al campo: Aliperta sarà disponibile dalla quarta giornata (in quali condizioni bisogna capirlo dopo dopo il mini intervento al tallone), per Icardi e Deli i tempi invece sono incerti. Nelle intenzioni pre-campionato avrebbero dovuto essere due perni del centrocampo, ma in loro assenza sono emersi con una forza impressionante Bezzon e Morrone, ex gregari adesso inamovibili. Una valutazione sarebbe opportuna anche per una questione di costi: basterebbe una sola risorsa per completare la batteria dei sei centrocampisti ed il risparmio potrebbe tornare utile per un ultimo sforzo lí davanti.  La distanza dalla vetta è ora di quattro punti, ma fa molto meno paura rispetto al post-Trastevere. 

Filippo Zenna

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