IL FATTO DELLA SETTIMANA: i veri valori del calcio











La nostra rubrica, questa settimana, pone l’attenzione su un episodio che con il calcio non ha alcun legame. Un episodio che però fa tanto male allo sport più seguito del mondo.
Il fatto
Durante la gara di calcio tra Manduria e Ginosa valevole per la prima giornata di campionato di promozione pugliese, nel primo tempo, sul risultato di 1 a 0 per gli ospiti, si è verificato un episodio alquanto vergognoso, che ha visto protagonista la vicepresidentessa del Manduria nel momento in cui la stessa veniva invitata a lasciare la panchina per aver rimediato un cartellino rosso.
Fin qui nulla di particolare. La vicepresidentessa Elsa Occhilupo ha pensato bene di mostrare, in più di un’occasione, il dito medio al direttore di gara, mentre si allontanava dal rettangolo di gioco. Un episodio che ovviamente ha fatto il giro sui social scatenando polemiche.
Per la cronaca il Manduria ha ribaltato l’iniziale svantaggio vincendo per 2 a 1.
La squalifica inflitta alla vicepresidentessa
Due sono i provvedimenti disciplinari riconosciuti in capo alla vicepresidentessa. Uno è quello sportivo, con il quale la vicepresidentessa Elsa Occhilupo è stata inibita fino all’11 novembre, impedendole di svolgere qualsiasi tipo di attività federale. L’altro è quella penale. Infatti, la vicepresidentessa è stata raggiunta da un provvedimento di Daspo con divieto per un anno di accedere agli stadi, impianti sportivi e alle aree di parcheggio e transito mezzi entro 500 metri dal perimetro esterno degli impianti sportivi.
Quello della vicepresidentessa è un comportamento che va certamente condannato in quanto non ha niente a che vedere con il calcio; un comportamento che incita alla violenza mostrando solamente il lato peggiore di questo sport. Un episodio ancora più grave se compiuto da un dirigente di una squadra di calcio.
Riflessione. I veri valori del calcio
A parere di chi scrive i veri valori del calcio sono ben altri: lo spirito di squadra, nessuno vince da solo. Poi c’è il rispetto, verso avversari e arbitri, perché senza lealtà il gioco perde senso. Il calcio è anche inclusione: un pallone basta per abbattere barriere sociali e culturali. E non può mancare il fair play, che dà dignità alla vittoria e nobiltà alla sconfitta.
Infine, la passione. Quella che unisce milioni di persone, che fa brillare gli occhi ai bambini e che sopravvive a qualsiasi risultato.
Nello Marmo, ForzaNocerina.it
