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LA SIGNORA IN ROSSONERO: solidarietà tra Ultras e maggiore consapevolezza per i molossi

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Era stato tanto desiderato e agognato per la Nocerina ed è arrivato in un battito di ciglia il derby contro la “signora del calcio campano” (come amano definirla gli avversari), una data che rimarrà impressa negli annali, non tanto per l’epicità sportiva, tutt’altro che pervenuta, quanto per l’incredibile connubio tra calcio e… tutto il resto.

Al Comunale di Santa Maria la Carità è andato in scena lo scontro tra Scafatese e Nocerina, in una giornata che si è rivelata una vera e propria festa, sicuramente un po’ prematura.

Prima del fischio d’inizio, lo show: sembrava di essere capitati in una partita di football americano, con tanto di esibizione di cheerleader in coreografie acrobatiche, degne di un Super Bowl in miniatura. Tra un salto mortale e l’altro, il pubblico iniziava a squagliare sotto al sole cocente: le tribune, totalmente esposte, si sono trasformate in un girone dantesco per i poveri tifosi, costretti a resistere a una temperatura degna di un forno crematorio nonostante settembre inoltrato.

E, ancora ai tifosi molossi è stato negato l’accesso all’impianto: una decisione che ha nuovamente tolto ad un derby una parte fondamentale del suo spirito e della sua passione. I tifosi canarini, in un gesto di solidarietà e di protesta si sono uniti al coro tante altre tifoserie, stanche di vedere il calcio svuotato della sua essenza. Anche ieri, non è mancato lo striscione “trasferte libere”, a testimonianza di un malcontento che non riguarda solo una singola squadra, ma l’intero movimento.

Ma veniamo alla grande delusione: la Scafatese. Dopo promesse faraoniche, proclami di festeggiamenti già entro il mese della tredicesima, il supremo giudice che è il campo, ha mostrato una squadra avversaria quasi imbarazzata dalla sua stessa reputazione. L’assenza di concretezza è stata disarmante, dimostrazione che il calcio non si vince solo con i soldi.

Vero è che entrambe le squadre non si sono sbilanciate, quello che è emerso però, è che, con tutta onestà, la Scafatese non è sembrata la grande corazzata armata fino ai denti destinata ad essere solo rincorsa dalle concorrenti e con la vittoria del torneo già in tasca. Molto fumo negli e poco arrosto sotto i denti soprattutto contro la Nocerina di ieri che ha ritrovato solidità e geometrie smarrite nel secondo tempo contro il Trastevere.  

Ottima gara quella disputata ieri dai molossi che lascia ben sperare per il futuro quando pian piano Campilongo recupererà tutti gli effettivi a sua disposizione.  Equilibrio deve essere ora la parola d’ordine in casa rossonera. I molossi non erano brocchi dopo Trastevere e non sono dei purosangue dopo Scafati. Ma se ieri c’è una squadra che è uscita con maggiore consapevolezza dal Comunale quella è la Nocerina. I proclami lasciamoli agli altri e per quanto non smetteremo mai di credere che siamo destinati a scenari diversi, lasceremo che siano il campo ed il tempo a sentenziare sul nostro destino.

Carmen Giordano

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