LA SIGNORA IN ROSSONERO: tre punti col Cassino per tornare a sperare











La polvere del campo si è posata ed il triplice fischio è risuonato al San Francesco, portando una soddisfazione “cauta”.
Col Cassino, i molossi hanno assaporato un antidoto al veleno amaro ingerito fino poche settimane fa: lo spettatore rossonero, ritrovando i tre punti in casa dopo aver stretto i denti, ha potuto finalmente rialzare lo sguardo. Le prossime sfide (come quella cruciale contro il Valmontone) saranno il momento della verità.
Ci si aspetta che la squadra trasformi la rabbia e la frustrazione per il cammino zoppicante in una serie di vittorie nette. Il carattere sembra esserci, forse bisognerebbe aggiungere un tocco di coraggio in più.
A questo punto del campionato ed, onestamente, in questa situazione, è inevitabile sperare in un passo falso delle avversarie, di una in particolare, che per un colpo di fortuna (per noi) non ha accumulato i 3 punti pieni, accorciando di fatto le distanze.
Molti tifosi presenti al San Francesco, attendevano una notifica sul cellulare o, con un occhio, controllavano ossessivamente i risultati di giornata mentre con l’altro, prestavano attenzione allo scontro in casa; c’è da dire anche che la partita non ha suscitato particolari entusiasmi, goal a parte.
Nonostante i recenti successi, la curva sud ha continuato la sua protesta, ferma e decisa, nei confronti della dirigenza, altrettanto immobile, per un malcontento che non dovrebbe essere ignorato come invece si sta facendo: come si suol dire, “orecchie di mercante”.
Purtroppo, l’impressione è che dall’alto (si fa per dire), non esistano vie di mezzo; o si parla troppo e male o ci si tappa la bocca al momento sbagliato. La crisi di fiducia, alimentata dal silenzio, rischia di essere un avversario ben più temibile di ogni altra squadra del girone. La scelta, quindi, è una: far parlare il campo o rischiare che l’unica voce che resti sia il grido di una piazza tradita.
Carmen Giordano
