Da Zero a Dieci: a fari spenti ancora un pari. Serve chiarezza











Ennesima giornata opaca della Nocerina, che non riesce a superare il Flaminia. Una rete in “zona Cesarini” di Opoola permette ai ragazzi di Fabiano di non uscire sconfitti dal “Turiddo Madani”, la gara vista da Zero a Dieci
ZERO fatti in un mare di chiacchiere. La realtà dice che la Nocerina con i suoi soliti problemi e tantissimi limiti, ha nuovamente impattato, dopo il pareggio interno contro l’Atletico Lodigiani, anche a Civita Castellana. Un gol in pieno recupero di Opoola ha evitato la sconfitta ma, non di certo, eliminato dubbi e limiti di questo gruppo sia sulla gestione che su tutto il resto. Intanto si perde nuovamente terreno dalla capolista. Si attendono fatti concreti da parte di questa società e di tutta la dirigenza. Il trincerarsi dietro al silenzio stampa non aiuta. Da quando questa proprietà è in sella si è fatto un uso smodato del silenzio stampa. Addirittura è stato strumentalizzato per fare la guerra a chi sosteneva tesi differenti. Solo con la chiarezza si può pensare di camminare tutti insieme. Le altre strade non portano da nessuna parte e generano solo confusione.
UNO il punto rosicchiato con il guizzo di Malik Opoola, nella sfida al Flaminia. Sembra lo stesso copione della gara dell’otto ottobre 2023. Locali in vantaggio con il solito Sirbu e la Nocerina che acciuffa il pareggio in pieno recupero. Anche in quell’occasione la rete fu realizzata da un calciatore che subentrava, Giuseppe Cacavallo, estroso attaccante con evidenti problemi fisici. Situazione fisica differente per Opoola, che resta ai margini di questa squadra per dar posto ad altri, che appaiano meno brillanti ed efficaci di lui. Forse il problema resta chi li mette in campo. Invece di un tecnico probabilmente ci vorrebbe un domatore di leoni sdentati. Si perché tali appaiono alcuni tesserati rossoneri, forti sulla carta ma innocui in campo.
DUE gli allenatori passati per il San Francesco in queste prime quindici giornate. Problemi sistematici e quasi sempre gli stessi. Scelte capestri condite da una marea di infortuni. Una rosa costruita male e gestita peggio. Cos’altro dovrà accadere per correre realmente ai ripari? Una coperta non corta, ma praticamente sfibrata e piena di buchi. La proprietà con un motto di eccessiva arroganza aveva gridato ai tifosi nel post partita contro il Montespaccato che era pronta a “spaccare” il mondo, con arrivi di livello per puntare alla vittoria del campionato. Evidentemente il mondo narrato in quella domenica bestiale era un mondo virtuale, oppure si “spaccav e mettev o sol”?
TRE o poco più i mesi trascorsi in rossonero da Simone Icardi, uno dei prospetti più interessanti, almeno sulla carta, arrivati nello scorso mercato estivo. Praticamente mai visto in campo per via di un problema alla schiena, è stato ceduto il 24 ottobre quando era sulla via della guarigione. Il tutto prontamente confermato dai circa trenta minuti giocati domenica scorsa con la maglia della sua nuova squadra, il Trastevere. Evidentemente, meglio un Maiorano oggi (quando?) che un Icardi domani…
QUATTRO come i venti. A Nocera di gran lunga superiori come numero ed intensità. Ogni cosa vera o fantasiosa in qualche modo diventa di dominio pubblico in men di un battito di ciglia. Molto spesso però a dire il vero sono stessi quelli che predicano il riserbo che scatenato il chiacchiericcio con comizi da bar o sale giochi, ma ancor di più con foto che girano sui social e nei vari gruppi whatsapp, di cene, aperitivi, incontri clandestini e quant’altro. La domanda è lecita, esistono ancora i “paparazzi” o a qualcuno piace farsi immortalare per poi “spararsi le pose”?
CINQUE circa le settimane dall’annuncio dell’arrivo del centrocampista Giuseppe Maiorano. Una “bomboniera” richiesta dal tecnico Fabiano per rinforzare la linea di centrocampo, che ad oggi ha collezionato zero minuti in maglia rossonera. Il dubbio è amletico: è arrivato già infortunato, spulciando dalla lunga lista dell’INAIL o è vittima del diabolico metodo di allenamento che sta falcidiando da fine luglio i calciatori in rosa? La verità forse risiede altrove, magari in un vecchio adagio che recita “senza renar nunz cantan mess”. Quindi questo è il livello di intervento possibile se non si smaltisce un organico numericamente importante ma di pastafrolla.
SEI le reti messe a segno da Malik Olalekan Opoola in dodici presenze in campionato, tra cui solamente tre da titolare. L’attaccante classe 2004 ha totalizzato appena 587 minuti di presenza ed oltre alle reti ha collezionato anche due assist, ma resta sempre inchiodato sulla panchina per scelte, forse tecniche, tutte da spiegare.
SETTE per cento settecento. Poco meno di settecento le presente di anime rossonere al Turiddo Madani di Civita Castellana, un fiume rossonero che per poco non ha rotto gli argini. La protesta contro la società e contro il direttore sportivo è in moto continuo. Solo la rete al fotofinish ha risparmiato in parte una sonora protesta anche contro la squadra, anche se qualche coro di disappunto verso i singoli calciatori si è percepito dai tifosi presenti in trasferta.
OTTO dicembre: per tutti la festa dell’Immacolata, per il popolo molosso il compleanno di don Gerardo D’Aurelio, che ieri ha spento 92 candeline. Una vita trascorsa a seguire i colori rossoneri, ancora oggi è il primo ad occupare i gradoni rossoneri. Un esempio per nuove e vecchie generazioni, il nonnino nocerino ha celebrato anche l’anniversario di matrimonio con la moglie Raffaella. Auguri don Gerà, sperando di poter scrivere ancora insieme tante altre pagine di storia
NOVE il risultato della moltiplicazione tre x tre. Tre direzioni di gara in una settimana con tre terne arbitrali che hanno diretto da tre. Si parte dalla gara contro la Lodigiani con il finale burrascoso passando per Francavilla e finendo, almeno ce lo auguriamo, a Civita Castellana. Sia chiaro non è assolutamente un alibi, le prestazioni della Nocerina sono state decisamente pari a quelle degli arbitri. Alla fine siamo nei dilettanti e ci troviamo a confronto di dilettanti. Tanto da far credere a qualcuno di essere diventato altro da qualche triennio, ma il livello è precisamente lo stesso.
DIECI il numero di maglia di Dorin Sirbu. Moldavo di nascita, classe 1999 è cresciuto nel vivaio del Flaminia, passando in prima squadra da giovanissimo. Giocatore duttile che può coprire varie parti del campo, anche se nasce ala sinistra a piede invertito. Quando incrocia la Nocerina marca il cartellino con facilità, ribadendo a rete palle vaganti in area di porta, tra la dormita dei difensori rossoneri. Due su Due nelle gare giocate al “Turiddo Madani”. Vedremo mai un giocatore delle nostre giovanili vestire stabilmente la maglia rossonera?
Francesco Cuomo
