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Da Zero a Dieci: le lezioni “mancate” di sportività

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Si ferma a sette la striscia di vittorie consecutive della Nocerina tra campionato e coppa Italia. Domenica scorsa i molossi hanno impattato, tra polemiche e lezioni di sportività, uno a uno in casa con l’Atletico Lodigiani. Il match del San Francesco da Zero a Dieci!

ZERO alla sportività, durante e dopo la sfida tra Nocerina ed Atletico Lodigiani. Siamo alla fine del match, la formazione laziale è in vantaggio per 0-1 e gioca in 11 contro 10, si accascia al suolo un calciatore rossonero e gli ospiti mettono il pallone fuori volontariamente, che alla ripresa del gioco non viene restituito. Francesco Felleca, fregandosene della sportività, con la difesa avversaria praticamente ferma, scaglia un tiro verso la porta della Lodigiani. Serban riesce a respingere il pallone in angolo ed inizia la caccia all’uomo. Tutti i giocatori ospiti si catapultano verso Felleca. Con non pochi problemi e dopo oltre 100 secondi, l’arbitro Luka Meta riporta tutti ad una calma solo apparente. Dal successivo corner la Nocerina realizza il gol dell’uno a uno. Ecco la nuova corrida in campo, con gli occupanti delle due panchine che se ne dicono di cotte e di crude, con la gestione inefficiente della terna arbitrale. Da lì a poco termina la partita, e nuovo parapiglia. Tutti o quasi tutti gli ospiti in distinta, compresi i tecnici, si fiondano alla ricerca di Felleca. Una giustizia sommaria ricercata dai capitolini che mette la scopa sulla mancata sportività tanto richiesta all’altra parte. Ma la scuola di sportività non termina sul terreno di gioco, perché gli ospiti per dimostrare la loro superiorità sportiva hanno ben deciso di rompere suppellettili e porte all’interno degli spogliatoi. Ed ancora poi comunicati a destra e manca che evidenziano che questo calcio non ha nulla di sportivo e che molto spesso le capre la domenica si portano a zonzo sui vari campi invece che ai prati verdi montani.

UNO il punto conquistato, o il punto non perso nei confronti della capolista Scafatese o cosa?

In verità una buona dose di fortuna (vedi pareggio nel finale dell’Obia e il gol con polemica di Sorgente) hanno reso innocua una domenica bestiale. Dopo la bella prestazione di Sassari la Nocerina ben imbrigliata dagli avversari è apparsa abulica e la brutta copia di sette giorni prima. Perché, diciamocela tutta, questa squadra, tranne che a Sassari, non ha dimostrato costantemente una netta superiorità sugli avversari. Manca una vera idea di gioco e molto spesso le riparazioni in corso d’opera sono armi a favore degli avversari. Il nodo principale è lo staff tecnico con a capo Fabiano. Ma non è solo lui il colpevole. Da mesi sulla panchina della Nocerina si genera confusione durante le fasi di gioco. È capitato spesso anche con le gestioni di altri allenatori. Forse se manca la luce al gioco rossonero, il quadro tecnico è da rivedere in toto. Se realmente si punta a vincere bisogna correre ai ripari, senza pensare solo a quello che succede la domenica in campo, ma anche come ci si arrivi sia di spirito che di tattica.

DUE o anche più le verità di questa annata rossonera. Di certo questo perdurare del silenzio stampa non aiuta a capire, non aiuta a chiarire. Dopo le uscite pubbliche, non troppo felici dei rappresentanti del club, questo silenzio serve più come autotutela per il sodalizio che per altro. La gente è stufa. Il numero di presenze allo stadio è decisamente inferiore rispetto allo scorso anno, anche se si è stati capaci in qualche modo di dimezzare lo svantaggio dalla capolista, buona parte dei tifosi crede poco in questo sodalizio. I cori che si innalzano dalla curva solo eloquenti, disappunto totale contro il ds e contro la proprietà. Cosimo D’Eboli è preso di mira per le sue mancate dimissioni, resta al posto suo. Ma perché si chiedono le dimissioni e non è la società ad esonerarlo? E’ responsabile di questa situazione o è il parafulmine per questa società? Il silenzio del direttore è imposto dall’auto ammutinamento con la stampa? Ma in realtà non parlava da tempo. Oppure è solo segno di una oramai evidente complicità con la proprietà? Forse è arrivata l’ora di far vedere di che pasta si è fatti, sia dall’una che dall’altra parte. Gli attributi ci sono realmente o si decantano solamente? Si esca tutti allo scoperto, senza remore. Ricordandoci che siamo tutti di passaggio, fortunatamente, ma la Nocerina resta e resterà sempre UNA COSA SERIA, almeno per chi la ama dal profondo del cuore e non si improvvisa socio dirigente o altro.

TRE le gare che mancano al giro di boa del campionato. Due trasferte ed una in casa, e visto l’andazzo casalingo di questa stagione forse non è una cattiva notizia, se si vuol cercare di recuperare qualche punto alla capolista prima della sosta natalizia. Non mollare!

QUATTRO punti di vantaggio sulle seconde non sono bastati a Gianluca Esposito, per evitare l’esonero. L’allenatore nativo di Nola ha pagato il doppio pareggio consecutivo, prima in casa con la seconda della classe il Trastevere e poi quello ad Olbia, subito in pieno recupero. Insieme al tecnico ex Nocerina è stato esonerato anche il suo vice Cosimo Baldassarre. Come si dice dalle nostre parti “chi tant e chi nient”. Sara la scelta giusta? Dipende molto anche da cosa decide di fare la Nocerina, perché abbiamo avuto più di una dimostrazione che nessuno può vincere il campionato a mani basse, a meno che gli avversari non le diano vita facile. Sveglia Molossi!

CINQUE almeno gli addetti ai lavori presenti ieri sugli spalti del San Francesco. Tra questi per stazza fisica non è passato inosservato mister Vincenzo Feola, spesso in giro per i campi della Campania. Da notare per le seconda volta in stagione la presenza del direttore sportivo della Salernitana Daniele Faggiano, accompagnato dal preparatore atletico Marco Celia. Un calciatore giovane della Nocerina piace al ds, ma è cosa oramai nota.

SEI anni almeno che Giuseppe Sorrentino ha legato il suo nome alla Nocerina. Arrivato nella gestione Maiorino, passando per quella Natale-Scalzi è tutt’ora un dirigente rossonero. A lui un grosso in bocca al lupo per un recente problema di salute che lo ha colpito improvvisamente. Forza Peppe.

SETTE e sette settantasette, il numero di maglia di Gabriele Kernezo. Il “treno” rossonero classe ‘97 è risultato il calciatore del mese di novembre. Il più votato per il premio “Fulvio D’Amico” dai giornalisti che seguono abitualmente le sorti del bicolore. Una vera forza della natura che sta dando un grosso contributo alla formazione rossonera. Dai Gabriele continua così.

OTTO le formazioni di quarta serie arrivate ai quarti di finale della competizione tricolore.

Correggese, Pistoiese, Mestre, Club Milano, Unipomezia, Ancona, Francavilla e Nocerina, che si sfideranno mercoledì 3 dicembre alle ore 14,30. Gara secca per approdare alle semifinali. Per i tifosi rossoneri sono 100 i biglietti messi a disposizione per la sfida del “Fittipaldi”. Per gli altri sarà garantita la diretta video di ForzaNocerina.it, basta cliccare qua.

NOVE a Francesco Serban portiere classe 2008 dell’Atletico Lodigiani. Nonostante la sua giovane età, alla sua quarta partita in serie D, non è sembrato per nulla intimorito dell’effetto San Francesco. Sempre presente ed attento, anche molto agile, vista la sua prestanza fisica con i suoi 205 cm di altezza. A volte per trovare giovani interessanti non bisogna per forza avvalersi di mega scienziati del pallone, ma serve investire nel propri settori giovanili, in maniera seria e decisa. Prima o poi succederà anche a Nocera? Ricordiamo con difficoltà negli ultimi anni di purgatorio dilettantistico un giovane della “cantera” rossonera giocare stabilmente in prima squadra.

DIECI per quattro quaranta circa i metri da cui ha calciato Simone Sini, capitano dell’Atletico Lodigiani la punizione che poi ha sbloccato il match del San Francesco. Con Andrea Sorrentino che ha controllato immobile che la traiettoria della sfera terminasse sul palo alla sua sinistra, senza batter ciglio. Pensando magari che Sini fosse il fotografo pronto a regalargli uno scatto per il suo onomastico. Sulla respinta del legno si è avventato Francesco Iuliano per il vantaggio degli ospiti tra gli sbadigli dei assonnati difensori rossoneri.

Francesco Cuomo

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