LA SIGNORA IN ROSSONERO: Nocerina, la corda s’è spezzata











L’aria che si respira al San Francesco non ha nulla a che vedere, ormai, con il lontano ricordo dell’odore dell’erba tagliata; un’aria pesante, impregnata di malumore, che ieri, contro il piccolo Monastir, ha accoppato gli umori.
Per i primi venti minuti di gioco, gli spalti di solito occupati dalla curva sud sono rimasti vuoti, nessun tifoso, nessuna bandiera, nessuna voce. Solo uno striscione: “per l’impegno e le parole date questo è quello che meritate” ed il match è cominciato in silenzio.
Il legame passionale che da sempre unisce la casacca rossonera al suo popolo questa volta si è lacerato, non ha prevalso sul senso di dignità della gente. Per questo, si è detto basta alla confusione sugli intenti, basta al silenzio della società, basta alle decisioni incomprensibili, basta al disinteresse dei calciatori. Basta.
All’ingresso in campo, la protesta della curva è continuata con cori contro la dirigenza e l’ormai latitante direttore sportivo. Eppure, proprio nella giornata di ieri, qualcosa (qualcosina, anzi) sembrava essersi sbloccato. La Nocerina, a onor del vero, ha fornito una prestazione tutto sommato decorosa (attualmente suona quasi come un complimento sperticato), riportando un po’ di palpitazioni tra i tifosi, quasi già pronti a confezionare i tre punti salvifici. Al goal del vantaggio, un carissimo ed amatissimo tifoso, dall’emozione ha accusato un leggero malore che un sorsetto d’acqua ha subito risolto.
Il destino è stato crudele, specialmente perché già il clima mentale è precario: proprio quando il pubblico si è illuso di poter voltare pagina col guizzo vincente che avrebbe acceso la miccia dell’entusiasmo, è arrivata la doccia gelata; questo maledetto pareggio, per come è arrivato, ci ha fatto letteralmente disperare.
Se guardiamo alle dirette avversarie poi, viene solo da mangiarsi le mani.
Siamo andati via dal San Francesco con la stessa amarezza con cui ci siamo entrati, con i tasca non i tre punti ma la certezza che i problemi della Nocerina travalicano il rettangolo verde, ogni sforzo vanificato da questo clima tossico che, purtroppo, sembra aver preso la residenza fissa.
A volte, stringere la corda a tutti i costi fa più male che lasciarla.
A buon intenditore.
Carmen Giordano
