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“Il caffè del lunedì”: Albalonga-Nocerina secondo Filippo Zenna

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L’impresa eccezionale é essere normale. Dopo un mese di capogiri, schizofrenia e scelte folli, la Nocerina ritrova il suo status: prende tre punti alla sua vecchia maniera, soffre ma combatte, spreca ma tampona, mostra limiti ma riemerge pure nei suoi punti di forza. 

NUOVO PARADIGMA.
A dicembre una partita così ed una vittoria così avrebbero lasciato più scorie di insoddisfazione che residui di felicità. E sarebbe stato tutto lecito perché allora si sognava il primato e non una tranquilla sopravvivenza come adesso. Per salvarsi, invece, la Nocerina è perfetta così: solida ma non brillante, sorniona però incisiva, di corto muso ma non dominante. Grasso che cola, tuttavia, per chi ha vissuto l’interregno allucinogeno firmato Galderisi. Andato ben oltre le tre sconfitte sonore messe in fila da Nanu. Con lui si erano persi proprio i riferimenti elementari e perfino il contatto con una realtà invece preoccupante. Insomma, l’ultimo regalo fatto da Cocchino D’Eboli aveva definitivamente affossato la Nocerina e messo addirittura a rischio la permanenza nella parte sinistra della classifica. Basterebbe questo per giudicare il suo operato (per eventuali spiegazioni sarebbero opportune dichiarazioni pubbliche e non chiacchiericcio deleterio). 

BOCCATA D’ARIA.
Per fortuna è arrivato il giovane ma già scaltro Antonio Amodio. Che prima ancora di professionalizzare l’ambiente (per quello ci vogliono tempo e grossi investimenti) lo ha normalizzato, rimettendo il pallone al centro dell’universo e richiamando in panchina Franco Fabiano. Non un genio, ma di sicuro un pragmatico esperto della categoria. Che ha ridato vita ad una Nocerina dall’encefalogramma quasi piatto nelle tre partite senza di lui. Niente più esperimenti, niente più “visioni” folli. L’allenatore torrese si è ripreso quella squadra diventata sua nella precedente gestione. Difesa a tre, due punte vicine, baricentro basso e qualità delegata al sinistro di Giannone, agli affondi di Kernezo ed ora pure alla fisicità di Nunes. Con l’Albalonga è stata una vittoria tipica di Fabiano: gran gol di Kernezo al primo affondo, poi gestione solida agevolata pure dagli episodi (salvataggio sulla linea e dieci secondi dopo espulsione di Manca che ha dato superiorità ai molossi per ottanta minuti), qualche spreco di troppo in ripartenza (dentro un secondo tempo giocato con intelligenza) e poi il solito brivido finale col miracolo di Wodzicki a mettere in cassaforte la vittoria. Che allunga a nove le lunghezze di vantaggio sulla zona playout, restituisce dignità ed almeno la prospettiva di poter competere ad un buon piazzamento playoff. Vale tanto dopo un mese da incubo. E fa sentire almeno normali. Di questi tempi – che il presente è tutto ciò che conta ed il futuro va ancora decifrato – è un’impresa eccezionale. 

Filippo Zenna

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