MACINIAMO CHILOMETRI: Albano Laziale, la città che sfidò Roma











Situata a circa 25 km a sud-est di Roma, sui Colli Albani, Albano Laziale è una delle città più affascinanti dei Castelli Romani. Il nome richiama l’antica Alba Longa, citta latina fondata da Ascanio, figlio di Enea, considerata la madre di Roma. Oggi, grazie alla sua forte identità culturale e religiosa, è uno dei principali centri della provincia di Roma.
STORIA Il territorio di Albano Laziale è abitato fin dalla preistoria, con tracce risalenti al paleolitico e al neolitico. La vera svolta avviene con la fondazione di Alba Longa, città leggendaria che secondo la tradizione fu sconfitta da Roma al termine del celebre duello tra gli Orazi e i Curiazi. Durante l’epoca romana, l’area divenne luogo di villeggiatura per l’aristocrazia. Nel 202 d.C., l’imperatore Settimio Severo fece costruire i Castra Albana, un accampamento militare per la Legione II Partica, che ospitava circa 6.000 soldati. Attorno al campo nacque un insediamento stabile che diede origine alla moderna Albano. Nel Medioevo, la città fu donata al papato da Carlo Magno e successivamente passò sotto il controllo della famiglia Savelli, che la governò fino al 1697. Albano visse una nuova fase di splendore con l’acquisizione da parte della Camera Apostolica, che ne favori lo sviluppo urbanistico e culturale.
MONUMENTI PRINCIPALI La Cattedrale di San Pancrazio, costruita su una basilica paleocristiana voluta da Costantino nel IV secolo, domina il centro cittadino con la sua imponenza. Poco distante, l’Anfiteatro Severiano, scavato nel tufo, racconta la vita militare dei Castra Albana, mentre il cisternone, un enorme serbatoio idrico sotterraneo, testimonia l’ingegneria romana. Nei dintorni, la Tomba degli Orazi e Curiazi richiama la leggenda fondativa di Roma, e la Villa Doria-Pamphilj conserva i resti della villa di Pompeo Magno, immersa nel verde dei Colli Albani. Il cuore spirituale di Albano è la chiesa di Santa Maria della Rotonda. Sorge su un ninfeo romano del I secolo, probabilmente parte della villa di Domiziano. L’edificio fu consacrato nel 1060. La cupola presenta un’apertura centrale, simile a quella del Pantheon. All’interno si trovano l’icona bizantina della Madonna con Bambino, affreschi del XIII e XIV secolo, tra cui la Storia della Vera Croce, e un’opera attribuita a Pietro Cavallini, raffigurante sant’Anna, san Giovanni e sant’Ambrogio.
