DA ZERO A DIECI: Nocerina, storia di un disastro annunciato!











Si è finalmente conclusa una stagione nerissima per la Nocerina, che termina il suo campionato con quaranta punti di ritardo dalla capolista Scafatese e solo quattro di vantaggio sulla zona playout. Passato, presente e futuro da zero a dieci!
ZERO spaccato all’annata della Nocerina. Una gestione alla “viva il parroco” che ha portato il sodalizio rossonero nuovamente sull’orlo del precipizio, con un futuro decisamente incerto.
Spocchia, arroganza e decisa dimostrazione di pura incompetenza hanno caratterizzato l’attuale gestione rossonera. Di contro abbiamo trovato dichiarazioni fuori luogo, debiti accumulati, mancate ricapitalizzazioni e risultati sportivi diametralmente opposti alle solite promesse estive.
Una gestione che verrà ricordata solo per i danni arrecati, anche e soprattutto per l’immagine. Speriamo che la fine del campionato segni anche la vostra definitiva fuoriuscita dalle vicende rossonere e con voi di tutti i “riciclati” che avete riportato in sella.
UNO il colpevole più di altri in solido con la proprietà: Cosimo D’Eboli. Il navigato direttore sportivo ha smarrito la rotta, passando dall’aver carta bianca ad essere il parafulmine della società rossonera. Sodalizio gestito in maniera imbarazzante dalla proprietà e dai soliti inutili volti puliti, messi ad arte per avallare scelte improponibili. Aver accettato a queste condizioni una nuova stagione a Nocera, di fatto rende D’Eboli complice di questa sciagura annunciata. §
DUE come i volti della Nocerina nella stagione appena conclusa. Uno quello del girone d’andata con un dignitoso bottino di 30 punti raccolti, ma già con gli incubi alla porta. Il secondo quello del girone di ritorno con appena 17 punti in 17 giornate con una media da retrocessione. A cosa sia dovuto non è dato sapere, ma probabilmente la mancanza di ossigeno nelle casse societarie ha inciso fortemente sull’andamento della stagione. D’altronde come recita un motto popolare “senza soldi non si cantano messe”, e le messe già la scorsa stagione, spesso erano senza canti.
TRE almeno le mensilità da onorare a tutti i tesserati per poter avere il via libera all’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Qualcuno deve averne quattro, ma sono dettagli. Nel mondo del calcio dilettantistico spesso esistono accordi tra le parti che aiutano chi soffre di “amnesia convulsiva da inoltro bonifico”. Tutto questo inevitabilmente entro il prossimo 30 giugno. La proprietà nell’ultimo comunicato stampa ha detto che onorerà tutte le spettanze della stagione in corso, perché non credergli?
QUATTRO mesi pieni di Antonio Amodio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Di certo non è colpevole del mancato raggiungimento dell’obiettivo stagionale… mah!? Sarà stato anche lui vittima delle “sirene” rossonere che lo hanno ammaliato e sedotto, tanto da fargli dichiarare che di sicuro avremmo raggiunto i play off, etc. Ma le sue responsabilità non vanno nascoste dietro il fantasma di chi lo ha preceduto. Poche cose andavano fatte e puntualmente sono state disattese. Ne citiamo solo una: la valorizzazione dei giovani calciatori rossoneri. Con la complicità dell’uomo in panchina non si è dato la possibilità a nessun ragazzo delle giovanili di poter vestire la maglia della prima squadra, neanche per uno scampolo di partita. Le ragioni? Lasciamo spazio libero all’immaginazione.
CINQUE i punti conquistati al San Francesco nel girone di ritorno. La Nocerina non vince in casa dallo scorso 16 novembre, quando si stava in piena corsa per il primato. Poi buio pesto, undici gare casalinghe senza conquistare i tre punti. Probabilmente, statistiche alla mano, una delle performance più negative di sempre tra le mura amiche. Un’altra medaglia da appendere al petto spavaldo dei nostri massimi dirigenti.
SEI, siete, riusciti in un’impresa unica. Mai il popolo rossonero aveva “disertato” il San Francesco per protesta contro la gestione societaria. Vi siete riempiti la bocca sostenendo di aver riportato le famiglie allo stadio: falso. Certo, cosa potete saperne degli oltre 4.000 di Scafati per l’ultima gara del campionato di Eccellenza del Città di Nocera. Cosa potete saperne delle prime gare della gestione Natale-Scalzi, voi eravate a godervi il sole altrove. L’unica cosa vera che da dicembre gli spalti sono vuoti, fino a diventare un deserto. Questa sarà la vera medaglia da appendere alle vostre giacche.
SETTE circa le settimane che restano per capire cosa sarà della Nocerina (per la scadenza del 30 giugno). Con la fine dei campionati le trattative in ballo potrebbero trovare un’accelerata, lo si spera. La situazione al momento sembra abbastanza compromessa, con il tempo che stringe e non aiuta, ma qualcosa bolle in pentola. Speriamo che non sia il “solito stufato” che allunghi l’agonia e faccia da salvagente per responsabilità altrui.
OTTO circa le trattative in corso e/o già decorse per il cambio societario. Fantasia e realtà che si intrecciano: Portelli, Lotito, Ghilardi, i Nocerini, Felleca, Cannella & C, quella intavolata dal Sindaco ed il fondo inglese. Tanto tuonò che prima o poi pioverà, speriamo buoni propositi e ottime prospettive per il popolo rossonero. Intanto a proposito, nell’attuale il fondo lo abbiamo ampiamente toccato sotto tutti gli aspetti.
NOVE l’attaccante. Elemento sconosciuto per la Nocerina versione 2025/26. Scempi societari a parte, la mancanza di una punta che facesse il suo sporco dovere ha caratterizzato negativamente il corso della stagione sportiva. Diop 1 rete, Simeri 3, Rosso 0, Tembe 1, Sorgente 1. Numeri imbarazzanti se si pensa che questa squadra era partita con ambizioni di vittoria e che il suo cannoniere, Opoola, si è fermato a sette reti. Probabilmente, su quel famoso pulmino andava a tutti i costi cercato un altro piccolo posticino!
DIECI all’ironico striscione comparso in curva nell’ultima sciagurata gara stagionale: Cedesi Attività. In realtà, vista l’attuale situazione del sodalizio rossonero, sarebbe stato giusto scrivere Cedesi Passività. I tifosi rossoneri hanno con umorismo evidenziato lo stato attuale di una società che oramai si è liquefatta, lasciando solo un nauseabondo ricordo.
Francesco Cuomo
