Ultime news

LA SIGNORA IN ROSSONERO: l’ultimo valzer!

- Pubblicità -

L’ultimo valzer della stagione per la Nocerina, ballerina stanca e calpestata, è andato in scena su un terreno che, nel corso degli ultimi mesi, ha visto pochi eroi e troppe battaglie. Abbiamo guardato questa stagione impotenti: dalle promesse di gloria estive ai ribaltoni tecnici, dai silenzi assordanti alle prestazioni svuotate di anima, sfilate di volti senza appartenenza, scelte societarie e una gestione che…

Per i tifosi, per i giornalisti che hanno dovuto narrare lo sfascio invece del trionfo, per chiunque porti quel bicolore tatuato nell’anima, varcare i cancelli del San Francesco per l’ultima volta, ha appesantito le gambe più del solito. Poco conta aver assistito alla solita apatia, la maggior parte dei presenti era sugli spalti per “salutare” la nostra casa sportiva; per congedarsi, seppur con rammarico e nostalgia.

Ci siamo guardati negli occhi, con il pensiero inevitabilmente a ciò che resta e ci siamo chiesti senza azzardarci a dirlo ad alta voce, se il prossimo anno quei cancelli saranno ancora aperti o se diventeranno solo monumenti arrugginiti di un amore che non ha trovato chi sapesse custodirlo.

La Curva Sud, custode di una fede incrollabile, ha chiuso la sua protesta irrompendo per la seconda volta durante gli ultimi minuti di gara, con uno striscione di amaro sarcasmo: CEDESI ATTIVITÀ.
Una provocazione figlia di un amore tradito troppe volte. Ma dietro l’ironia c’è una domanda che brucia: quanto costa, oggi, mettere in vendita la storia centenaria di questa maglia? O meglio, quanto costa l’amore? Quanto vale la passione messa all’asta?

Nella giornata dei saluti finali, chi scrive è onorata di dedicare un pensiero a Carmine Apicella, voce storica della nostra redazione, che ieri ha prestato per l’ultima volta la sua abilità nel narrare il campo. Per due decenni, Carmine non ha solo raccontato la Nocerina: l’ha difesa, l’ha sofferta, l’ha celebrata con quella passione viscerale che solo chi è figlio di questa terra può possedere. In ogni suo urlo per un goal al novantesimo e in ogni sua “rete, rete, rete”, c’eravamo tutti noi. Grazie, Carmine. Grazie per aver prestato le tue parole ai nostri sogni, per essere stato la voce di una fede che non conosce categorie.

E se questo è stato davvero l’ultimo valzer, è stato il più triste di sempre.
Ma, chissà se purtroppo o per fortuna, il cuore dei molossi possiede una vitalità parecchio ostinata: anche nel silenzio più profondo, sa tendere l’orecchio. Forse questo non è un addio, perché nessuna caduta, per quanto rovinosa, potrà mai convincerci che sia finita per sempre.

Carmen Giordano

Immagini collegate:

Back to top button