TRIPLICE FISCHIO: sogni in frantumi, dal primato annunciato al fallimento firmato Stella











La stagione della Nocerina si chiude con un bilancio amaro e ben lontano dalle aspettative iniziali. Partita con l’ambizione dichiarata di vincere il campionato, la formazione rossonera ha progressivamente smarrito identità, continuità e risultati lungo il cammino. Tra prestazioni altalenanti e occasioni mancate, il sogno promozione si è spento troppo presto, lasciando spazio a una delusione difficile da digerire. L’ottavo posto finale rappresenta lo specchio di un’annata sottotono, da archiviare in fretta.
IL PROTAGONISTA. In una stagione deludente sul campo, la vera protagonista in casa Nocerina è stata senza dubbio la tifoseria molossa. I sostenitori rossoneri hanno risposto in massa alla campagna abbonamenti e riempito con passione gli spalti dello Stadio San Francesco, dimostrando un attaccamento fuori categoria. Una presenza costante, calorosa e orgogliosa, che però non ha impedito una contestazione civile ma ferma nei confronti di società e calciatori, ritenuti responsabili di risultati ben al di sotto delle aspettative. Un esempio di tifo maturo, capace di sostenere ma anche di chiedere rispetto.
IL MOMENTO CHIAVE. Il punto di svolta in negativo che ha segnato in maniera definitiva la stagione della Nocerina coincide con l’ultima gara del girone di andata al San Francesco contro il Monastir. I rossoneri, grazie al vantaggio sugli ospiti e al pareggio della Scafatese, si trovavano a meno due punti dai canarini. Al novantesimo la situazione cambia. I molossi pareggiano e la Scafatese vince, il distacco è di cinque punti. Al San Francesco scoppia la protesta dei tifosi, i rapporti con l’allenatore Fabiano si incrinano, causa anche un comportamento discutibile dello stesso. Con la trasferta successiva di Ischia, la gara interna contro la Scafatese e la successiva trasferta contro il Trastevere il definitivo crollo.
Le tre sconfitte consecutive (Ischia, Trastevere e Scafatese) sono lo specchio di una gestione apparsa confusa e poco lucida da parte di mister Galderisi. Scelte discutibili, cambi tardivi e una squadra spesso priva di identità. Ció ha fatto scivolare la Nocerina in una crisi sempre più profonda. Il girone di ritorno ha poi certificato il fallimento: appena 17 punti raccolti in altrettante partite, con le sole vittorie esterne contro Albalonga e Cassino. Ancora più significativo il dato casalingo, con l’ultima gioia al “San Francesco” datata 16 novembre 2025 contro la C.O.S. Sarrabus.
DIETRO LA LAVAGNA. Il primato dietro la lavagna, in questa stagione amara, non può che spettare al presidente Raffaele Stella. Il numero uno rossonero si è reso protagonista di una gestione che ha lasciato più ombre che luci, incidendo profondamente sul rapporto tra squadra e tifoseria. Scelte discutibili, comunicazione poco trasparente e risultati ben al di sotto delle aspettative hanno progressivamente allontanato i sostenitori molossi dallo storico stadio San Francesco, un tempo cuore pulsante del tifo rossonero. Promesse altisonanti e proclami ambiziosi si sono rivelati, alla prova dei fatti, inconsistenti, contribuendo a incrinare ulteriormente la fiducia dell’ambiente. In un contesto già fragile, la gestione societaria ha finito per minare anche il valore storico e identitario di un club ultracentenario come la Nocerina. Un patrimonio sportivo e culturale che meritava ben altra guida e che oggi si ritrova a fare i conti con una delle pagine più deludenti della sua recente storia.
Nello Marmo, ForzaNocerina.it
