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Focus on, Ferdinando Rossi

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Gli inizi e la prima linea nel contrasto alla criminalità

Ferdinando Rossi, classe ’65 e originario proprio di Nocera Inferiore, vanta un percorso nelle istituzioni di assoluto e indiscusso prestigio. I primi passi della sua straordinaria carriera nella Polizia di Stato li muove a metà degli anni Ottanta, vincendo il concorso per allievi Vice Commissari all’Istituto Superiore di Polizia. Dopo la laurea in Giurisprudenza, l’inizio operativo lo vede subito impegnato in territori complessi e caldi: prima al Commissariato di Crema e, immediatamente dopo, in prima linea nel Nucleo antisequestri di Bovalino, in Calabria.

I successi investigativi e la guida delle Squadre Mobili

A partire dagli anni Novanta, il dott. Rossi firma i suoi veri e propri capolavori investigativi e di gestione sul campo. Dirige con fermezza numerosi Commissariati cruciali – tra cui Termoli, Orgosolo, Sarno, Battipaglia e la sua stessa Nocera Inferiore –, prima di specializzarsi nel contrasto alla criminalità organizzata. Diventa l’uomo di punta delle Squadre Mobili, guidando con successo quelle di Salerno, Potenza e Nuoro. Il coronamento di questa fase della carriera arriva con la prestigiosa nomina a capo della Squadra Mobile di Napoli: in terra partenopea coordina operazioni di caratura storica, portando alla disarticolazione di potenti cartelli camorristici e alla cattura di decine di pericolosi latitanti, un impegno che gli vale il prestigioso premio intitolato alla memoria dei giudici Livatino, Saetta e Costa.

L’uomo delle istituzioni: la stagione da Questore

Il suo percorso professionale si arricchisce successivamente con la promozione a Dirigente Superiore e l’approdo ai vertici massimi della sicurezza provinciale. La sua comprovata capacità di gestire contesti complessi e di garantire l’ordine pubblico lo porta a girare l’Italia in piazze calde e strategiche, confermandosi uno dei funzionari più stimati e conosciuti del panorama nazionale.

Gli anni recenti: il ritorno a casa e la nuova sfida con la Nocerina

Ha visto la Nocerina per la prima volta a 6 anni, nel 1971 , quando il Cagliari di Gigi Riva, fresco vincitore del massimo campionato italiano, inaugurò il nuovo San Francesco. Il primo ricordo sono quelle magliette bianche e quei calciatori cosí vicini alla rete metallica da cui assisteva alla partita. Per uno strano incrocio del destino nel corso della sua vita professionale giunge a Cagliari e stringe un legame con Rombo di tuono, nato ricordando quella partita , segnata anche da un incidente al pullman dei sardi diretti a Roma. Di Riva custodisce gelosamente la maglietta autografata. Due anni dopo un altro flashback é la prima partita di campionato della Nocerina, quella che sancisce la vittoria del campionato di serie d. Da quel giorno del ‘73 il legame con i rossoneri diventa indissolubile. La promozione in Serie B del ‘78 è il ricordo più bello, il primo abbonamento acquistato è quello della sfortunata stagione cadetta, 20.000 lire era il prezzo della curva. Settore che frequenta domenicalmente fino all età di 20 anni quando inizia la sua carriera in polizia , durata 40 anni e che lo porta fino al grado di questore.

Foggia l’ultimo incarico operativo ed anche questo sembra un segno del destino. La sua carriera professionale lo vede protagonista in gran parte delle regioni d’ Italia nel contrasto al crimine comune ed organizzato. Ma anche da funzionario di polizia, la Nocerina sembra accompagnarlo con incroci mai banali. Qui gli aneddoti si sprecano ed uno dei più gustosi riguarda un incontro di calcio disputatosi a Nocera, lo spareggio contro il Sora, funestato da gravi incidenti. Ci racconta che la partita era di fatto terminata al termine del primo tempo in quanto il giovanissimo arbitro Rosetti aveva timore di riprendere il gioco. Nell’intervallo riesce a convincere il direttore di gara assieme ad un altro collega a riprendere la partita che finí bene per i colori rossoneri. Ha incrociato l’ arbitro torinese tanti anni dopo, allo stadio Dall’Ara ,quando dirigeva i servizi in occasione della gara Bologna-Inter. Nella riunione pre partita, tra lo stupore dei dirigenti delle due squadre, si intrattiene con Rosetti a ricordare l’esperienza di Nocera senza soffermarsi piú di tanto sul match che stava per iniziare : “fatta Nocerina Sora si poteva fare tutto”.

Ha conosciuto ed apprezzato l’
attuale presidente della Nocerina, accettando di dare un contributo soprattutto di immagine alla causa rossonera. È convinto che é possibile creare una dimensione diversa e vincente della Nocerina, prima fuori e poi dentro il campo.

Vincenzo Gaudio

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