Il caffè della sobrietà










Tanto, tantissimo, perfino troppo per chi (come me, come noi) aveva fatto il callo all’ostracismo, alla chiusura, ad un modo di comunicare allucinante. In un afoso pomeriggio di metà luglio, la Nocerina s’è ripresa dignità, pudore, serietà. Virtù preziose, che nell’ultimo biennio erano state sostituite da superbia, saccenza, presunzione, creando la frattura più profonda di sempre tra società e tifo organizzato.
MESSAGGI IN CODICE…
Già dalla clip video di presentazione, la nuova società capeggiata dal presidente Vicidomini ha dato un messaggio chiaro, subliminale: taglio netto col passato, necessità di cambiamento d’approccio a tutte le latitudini. Nemmeno un riferimento esplicito all’ex Stella ed alla sua gestione, ma tra le righe era facile comprendere quanto sia forte il desiderio di dare una svolta di trasparenza (addirittura rendendo prossimamente pubblico il bilancio), di contatto con la gente, di distensione d’animo. Anche la presidenza onoraria affidata ad Attilio Barbarulo è un segnale tangibile di rinnovamento. Il dottore dei bimbi, quel grande omone salva-vite dal cuore gigante, non avrebbe mai accettato un incarico del genere senza avere la certezza che il vento fosse cambiato. È un uomo d’onore, un uomo del popolo, legato visceralmente alla Curva Sud. Il fatto che sia lì è una garanzia preziosa e se qualcosa dovesse andare storto di sicuro non resterebbe lì a fare la comparsa. Certo, la Curva Sud per il momento resta ferma sulle sue posizioni, ma magari il dialogo, la comprensione, la chiarezza porteranno le parti a riavvicinarsi. Lo stesso Vicidomini, che nell’ultimo biennio è stato in società senza avere ruoli operativi, è stato chiaro: ha avuto problemi di lavoro e di salute. Ed in presenza di argomenti così delicati, qualsiasi altra cosa diventa irrilevante. Ora che li ha superati, ci ha messo la faccia, i soldi, il rischio, il tempo ed un equilibrio facilmente percepibile.
ROTTURA
È qui che si consuma la più grossa rottura col passato. Il tempo degli esibizionismi e delle sfilate pare essere finito. Ed anche quello delle dichiarazioni fuori luogo, delle frasi pompate, dei pulmini pieni e dei tornei da bar. Con il nuovo corso si viaggia a fari spenti, senza necessità di doversi prendere le grazie popolari. Merito pure della filosofia del direttore sportivo Lamazza. Pacato, sereno, chiaro. In un colpo soltanto ha annunciato il 70 per cento della squadra senza aggiungere aggettivi o commenti entusiasti. Pensavamo d’essere ancora a zero ed invece – sottotraccia – sono stati riportati a casa Cardella e Sperandeo, sono poi arrivati Maspero, Edera, Sbrissa Vitelli, La Monica, Renelus, Bonnin e diversi under per le fasce (tutti da scoprire). Il tecnico sarà Zeman, figlio del grande Zdenek. Cercherà di proporre calcio divertente, propositivo, vincente. Cercherà non vuol dire che ci riuscirà. Ma le intenzioni restano nobili. E soprattutto non accompagnate da pressioni esasperate o da proclami dannosi. Che poi sia stato inserita opzione di rinnovo automatico in caso di Lega Pro fa capire che non si gioca solo per fare bene, ma anche per lo step successivo. È un nuovo corso fatto di sobrietà ed equilibrio. Di serietà e trasparenza. Dovrebbe essere tutto normale. Ma dopo un biennio così, è tanto, tantissimo, perfino troppo…
Filippo Zenna
