Se hai il diavolo, il fuoco non fa paura: è tuo amico. E dentro l’inferno dello Squitieri, dove pure le zanzare soffrono l’umidità, la Nocerina scopre di avere Lucifero in persona, al secolo Riccardo Vitelli. È lui l’uomo qualificazione, la copertina di coppa più bella, il trascinatore indiscusso.
ATTITUDINE E PROSPETTIVE
Le qualità tecniche e realizzative erano note: 14 gol col Montespaccato retrocesso, una immensità in un contesto qualitativo mediocre. Ma che avesse una fame mai doma è una roba che emoziona. Aveva già brillato in amichevole con la Gelbison. A Sarno ha fatto di più, molto di più: gol bellissimo con inserimento perfetto, protezione palla e stoccata fredda; almeno un altro paio di prodezze sfiorate; presenza costante su tutto il fronte offensivo (spesso a sinistra, a volte a destra, in alcuni momenti a ridosso di Cardella per dialogare nello stretto o liberare la corsia a Cecchi). Qualche professorone dirà: è brevilineo, quindi va in condizione prima degli altri. Noi aggiungiamo: la voglia di arrivare non la nutri con i muscoli, ma col cervello. E quel Lucifero de Roma, che è del 2003 ed ha ancora lecite ambizioni di carriera, sa che da Nocera passa tutto il suo futuro. Quindi va su ogni pallone come fosse il più importante di sempre.
GERARCHIE E MENTALITÀ’
Dote che evidentemente fa impazzire chi di cognome fa Zeman. Zdenek ne ha lucidati tanti di profili così. Karel potrebbe fare altrettanto con Vitelli. La sensazione è che del romano non se ne priverà mai pur avendo sugli esterni anche Renelus, Di Nolfo, Edera (quando smaltirà l’infiammazione al ginocchio) e all’occorrenza Scafetta. Perché giocatori così sono decisivi non solo sul piano tecnico, ma soprattutto su quello emotivo: danno la carica, scuotono nei momenti difficili, fan capire che certe cose possono riuscire.
SCOSSE E COLOSSI
Proprio come accaduto a Sarno in una partita che aveva tutte le insidie per trasformarsi in disastro: una marea di indisponibili illustri, il centrocampo decimato e completamente riadattato (Romano mezz’ala a destra, Giannone mezz’ala a sinistra), un avversario molto molto forte, fisicamente super strutturato, pieno zeppo di grandi calciatori (molti ex: chi dal dente avvelenato, chi col cuore sempre grato). Poi la mazzata dopo appena cento secondi col pennello di Casiello e l’inzuccata del toro Marquez (uno che con Vitelli si contenderebbe il trono laggiù negli inferi se fosse ancora rossonero), bravo a bruciare sul tempo Sparandeo. Uno schiaffo forte che per qualche minuto procura stordimento, pericoli e pressione forte della Sarnese. Poi la miccia di Lucifero, che prima del gol sguscia un paio di volte a sinistra togliendo riferimenti e certezze ai granata. E da quel momento li che inizia un’altra partita perché la Nocerina prende coraggio, campo, iniziativa. E pure quando s’addormenta sul 2-1 di Eyango (giocatore che per la D è un extra lusso) si rimette subito in moto, pareggia con un missile di Renelus (che fa sembrare facili le cose difficili e a volte s’incarta nelle giocate elementari) e diventa predominante nella ripresa, pur avendo la panchina corta e minori risorse da utilizzare. Ai rigori è più lucida e passa il turno. Ma la valutazione non sarebbe cambiata di una virgola neppure in caso di sconfitta alla lotteria.
VERSO L’EBOLITANA
La Nocerina ha un’anima, una identità che prende sempre più forma, un’idea di gioco chiara, ma pure un po’ di aspetti da migliorare. I gol presi nascono da due dormite (sul primo bravo Marquez, sul secondo tutti fermi come statuine) e le poche altre occasioni tirate su dalla Sarnese sono nate da errori banali dei rossoneri in uscita. Situazioni quasi comprensibili con 40 gradi, una condizione non ancora ottimale e le indisponibilità sopraccitate. Nessuno è perfetto al 31 agosto, ma domenica prossima inizia il campionato e tutti abbiamo ancora negli occhi l’esordio traumatico dello scorso anno col Trastevere (fu solo l’inizio della fine). L’Ebolitana paradossalmente sarà più ostica della Sarnese, perché difenderà di più, intaserà gli spazi, cercherà di soffocare nel corto la Nocerina. Che in questa settimana dovrà ritrovare energie, possibilmente almeno un paio di giocatori (Sbrissa su tutti), dare una rettifica alla fase difensiva (magari anche valutando un ultimo sforzo per prendere un colosso lì dietro) e poi giocare con qualità. E se non dovesse bastare, evitare di rivolgersi ai Santi, ma dare palla a Vitelli. Perché se hai il diavolo, il fuoco proprio non fa paura.
