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Il caffè del nuovo inizio di Filippo Zenna

Le impressioni del mese di agosto partono da un’idea chiara e precisa

Il caffè del nuovo inizio di Filippo Zenna
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Un’idea. Una fottutissima idea. Non avevamo bisogno d’altro. E quell’idea – insieme ad un po’ di soldini che il nuovo presidente Vicidomini ha sia sganciato che catalizzato – ci fa emergere tutti da un’apnea durata quasi un anno intero.

LETTERA E LETTURA
Perfino la missiva del patron (piena di belle parole e di una retorica quasi eccessiva), che ha anticipato la gara amichevole con la Gelbison, ha lo stesso effetto rigenerante di un temporale in questa estate torrida. Perché tutti avevamo urgenza di sentirci dire “NOI”. E tutti, dietro quell’infusione di trasparenza e di coinvolgimento, hanno chiaramente letto la rottura rispetto alla visione megalomane, accentratrice e mistificatrice della passata stagione. Pure gli ultras, che torneranno in curva dopo aver disertato dallo scorso dicembre in segno di protesta. Fidandosi il giusto. E solo dei fatti. 

LUCI ACCESE, FARI SPENTI…
La tribuna piena zeppa, la presentazione sobria, i cori, le bandiere, tante facce che è stato un piacere NON rivedere. Il San Francesco di notte è sempre un gran spettacolo e può tornare ad essere il primo alleato della Nocerina dopo una stagione con pochissime vittorie e tante mortificazioni. Purché si viaggi a fari spenti, evitando paroloni e crisi isteriche. Alzare troppo l’asticella delle aspettative (come capitato un anno fa) può diventare un boomerang alle prime difficoltà. 

Difficoltà che ci saranno. Perché il girone H è tosto a livello ambientale, a livello tecnico ed anche agonistico. E se una campana non lo vince da oltre un decennio un motivo ci sarà. L’importante sarà non esasperare troppo quelle difficoltà, consapevoli che non si parte per vincere ad ogni costo, ma per vincere il più possibile. Dove potrà arrivare questa Nocerina è ancora prematuro dirlo perché i valori reali di una squadra emergono dopo mesi, non di certo dopo un paio di settimane di ritiro. E perché il mercato è ancora lungo per poter fare le pulci a tutta la concorrenza. 

IMPRESSIONI DI…AGOSTO 
Restano le indicazioni di qualche sgambatura a Latronico e del primo vero banco di prova con la Gelbison, avversario di pari categoria. Il 3-0 finale (costruito nel primo quarto d’ora) è assai relativo rispetto alle sensazioni che il campo ha fatto emergere. Su tutte – almeno a mio parere – la discreta fase difensiva (o difendente per dirla alla Capuano). Chi si aspettava Zeman figlio in versione kamikaze si sarà subito riceduto. La Nocerina cerca di produrre gioco ed avere predominio, ma – almeno per ora che le gambe viaggiano lente – fa una pressione ragionata, che si sviluppa quando la palla arriva al centrocampista avversario. Non solo: i due esterni d’attacco hanno costantemente ripiegato e raddoppiato per proteggere i terzini. Sacrificio apprezzabile e necessario per evitare fratture tra i reparti. Dopo la riaggressione, poi la proposta. Pochi concetti per il momento, ma assai chiari: un paio di tocchi, palla possibilmente verticale oppure aperture larghe per gli esterni che puntano e le mezz’ali che assalgono l’area. Certo, è durato troppo poco: 25-30 minuti. Poi la gara ha perso di intensità, complice il caldo, gli sforzi da ritiro ed un secondo tempo da nervosismo fuori luogo della Gelbison, trascinata in attacco (chissà dove) da quel signore di nome Simone Simeri, volutamente in campo per 90 minuti trascorsi a battibeccare con l’arbitro, con gli avversari ed alla fine con il pubblico. Ovviamente non ne ha presa una (se non un gol in chiara posizione irregolare e quindi invalidato) ed ha reso Brunetti, Sparandeo e Bonnin le riproduzioni di Baresi, Maldini e Tassotti. Occorre un test vero ed un attaccante vero per verificare meglio dal punto di vista individuale i difensori centrali rossoneri (ne manca uno ancora a meno che non si voglia investire sulll’under Russo, lo scorso anno tra i pochi superstiti nel naufragio collettivo).

ON FIRE
Per chiudere, alcune considerazioni sui singoli, ovviamente marginalizzate a questi primi banchi di prova. Bene il 2008 Delano Cecchi: buona copertura, personalità, discreta qualità. Molto valida anche la prova di Vesprini, il 2006 che gioca a destra. Interessante la possibile evoluzione di Scafetta, bravo ad attaccare gli spazi ed utile sia da mezz’ala che da esterno. Indispensabile poi Sbrissa: ha tempi ed esperienza. Fantastici i due esterni Vitelli e Renelus (meglio a destra che a sinistra) in entrambe le fasi. Lì sulle fasce, considerando anche Edera e Di Nolfo, la Nocerina dovrebbe essere al sicuro. Meno convincente la prova di Romano lì nel mezzo: è uno che corre per tre, probabile che i carichi di lavoro non gli permettano ancora di avere una regia lucidissima. Infine Cardella. Che sia un bomber è assodato, ma il 4-3-3 di Zeman chiede anche una partecipazione massiccia del nove nella costruzione del gioco. Troveranno di sicuro il giusto compromesso tra coinvolgimento nel gioco e fase finalizzativa. E sapete perché? Semplice. Perché adesso c’è una idea, una fottutissima idea da cui ripartire…

Filippo Zenna

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