Sì, viaggiare, evitando le buche più dure: la batosta emotiva di Bisceglie, l’emergenza tra difesa e centrocampo, i mugugni di una settimana che ha oscurato tante cose belle, perfino la pagina Facebook della nostra testata giornalistica (per una presunta violazione legata a copyright musicali).
Rimettersi in carreggiata ed affrontare un percorso pulito non era per nulla semplice. Ed invece la Nocerina l’ha fatto. Con disciplina, attenzione, qualche dettaglio (importante) modificato e con una corsa costante che nell’ultima mezz’ora ha messo in imbarazzo la Palmese. Delle tre vittorie finora ottenute è stata quella più solida e convincente, priva di grosse paure, dominata con la testa prima e con le gambe poi.
SSSSSSHHHHHHH
Al boato dei 3000 e rotti del San Francesco ha fatto da contraltare il silenzio dei soliti igno…ti. Quelli usciti dal guscio alla prima occasione per sparare a zero sull’allenatore, sulle scelte del ds, sulla qualità di diversi calciatori. Quelli che già invocavano una mini-rivoluzione senza capire che c’è già stata a luglio con il cambio di timone che ha portato a programmare ogni piccolo dettaglio per la creazione di un progetto duraturo.
Vincere poi sul campo è sempre difficile (vedesi Fidelis Andria a quota 1), di difficoltà ce ne saranno ancora ed i soloni torneranno ad invocare la testa di qualcuno. Sarà importante lasciarli in minoranza e ricordare che l’ambizione è lecita (la condividiamo tutti), la critica è sacrosanta, ma la presunzione è deleteria. E magari aggiungere una ripassata alla storia perché l’ultimo ed unico campionato di serie D vinto è datato 1972 quando il calcio si faceva coi sogni e non coi soldoni di oggi.
Pretendere che la Nocerina concluda prima è un carico di pressione che la società ha fatto di tutto per evitare, sperarlo è invece comprensibili.
STATE BONNIN…
Pure per i numeri, che sono ottimi: tre vittorie su tre in casa, due punti di media a partita e finalmente la porta immacolata dopo quattro partite condizionate se non addirittura decise (vedi Bisceglie) da errori grossolani. La prima disponibilità vera di Bonnin è stata una manna dal cielo (considerando i forfait di Brunetti e Stefanelli): tosto, solido, bravissimo nelle letture e nel trasferire sicurezza al compagno Sparandeo. Poi è cambiata la marcatura sui piazzati: da zona ad uomo come annunciato dal tecnico alla vigilia. Più responsabilità si singoli, meno rischi su punizioni e corner, troppe volte tallone d’Achille.
Utilissima anche la partita di Russo a destra, che ha tolto un po’ di fluidità a quella catena non avendo proprietà da terzino, ma è stato quasi impeccabile nel rendere marmoreo il blocco dietro.
LA MANO DI ZEMAN
Segnali chiari che Karel Zeman non è uno sprovveduto: sa preparare e leggere le partite e con la sua preparazione ha messo decine di galloni nel serbatoio della squadra. Al di là dell’aspetto tattico non trascurabile (squadra sempre compatta, corta tra i reparti, brava e paziente nella ricerca degli spazi), ciò che ha impressionato contro la Palmese è stata la tenuta fisica nella ripresa. Più l’avversario perdeva ossigeno, più la Nocerina aumentava i propri giri pur avendo un centrocampo ridotto all’osso. E quando La Monica (migliorato di molto rispetto all’Ischia) ha dato segnali di stanchezza, ecco la soluzione inattesa e potenzialmente devastante: Giannone regista. Che ha ripulito ogni pallone e dato più sicurezza nel fraseggio, poi valorizzato da capitan Sbrissa e Romano, resistenti alle fatiche come dei maratoneti. Lavorandoci su, potrebbe trasformarsi nella più grossa delle intuizioni.
FEDERICO PIEDE AMICO
Perché la qualità è quella che poi ripaga nel lungo periodo. Prezioso è stato allora il contributo di Di Nolfo – che in venti minuti ha acceso la miccia sia per il secondo che per il terzo gol – e di Santaniello, subentrato ed andato subito in gol. A sentirsi chiamare gregario in sala stampa ha tirato fuori gli occhi della tigre perché è un attaccante abituato ad essere protagonista. E che magari con la sua presenza offre ancora più stimoli al gladiatore Federico Cardella. Ha fallito un gol facile contro la Palmese, ma pochi minuti dopo ne ha realizzato uno da allucinazioni, col destro tra l’altro (il suo piede debole). Sette gol in cinque partite (suo secondo i regolamenti anche il timbro di Bisceglie) ed una simbiosi naturale con la piazza. Cardella è molto più che un attaccante ed un bomber. Cardella è l’anima di questa Nocerina, che si è rimessa a viaggiare e, senza più paure, ad evitare le buche più dure.
