Per la prima volta da tempo immemore, al San Francesco, il dramma è rimasto fuori dai cancelli.
Dopo la sconfitta a Bisceglie era scontato aspettarsi il consueto processo popolare, verdetti già passati in giudicato durante il caffè e colpe affibbiate a questo e a quell’altro prima ancora che le squadre poggiassero le scarpette in campo (i calzettoni rossi magari sarebbero da rivedere).
Invece, per lo scontro con la Palmese, nessuna atmosfera da ultima spiaggia anticipata alla quinta giornata, niente scenari apocalittici. Dalla curva alla tribuna, passando per i distinti, si è avuta quasi la percezione di una domenica qualunque in cui non è servito avere a portata di mano il defibrillatore. Che, considerando il nostro abituale talento nel complicare anche l’attesa, è già una piccola rivoluzione.
Sugli spalti si è parlato, si è osservato, si è commentato con il consueto contorno di tecnici non tesserati, direttori sportivi senza contratto e presidenti ad honorem distribuiti equamente in ogni settore. Certo è, che pure gli uomini di mister Zeman, relegato in tribuna dopo la squalifica rimediata proprio durante la disfatta di Bisceglie, hanno deciso di collaborare tenendo in mano la partita e, con una puntualità quasi sospetta, evitando persino di complicarsela.
Un comportamento decisamente poco conforme alle nostre abitudini recenti ma che, dopo qualche iniziale diffidenza, abbiamo imparato ad apprezzare. Dopo un po’ abbiamo persino smesso di cercare il problema per forza. La squadra teneva il campo, la Palmese faticava a trovare varchi e sugli spalti, incredibile ma vero, qualcuno ha iniziato a guardare il match senza sentire l’urgenza di rifondare società, formazione e mercato.
Puntuale come un navigatore che ormai conosce la strada a memoria, è comparso ancora Cardella. In redazione gli abbiamo dedicato un video dal titolo “Direzione Cardella” e, a questo punto, più che un mero video social sembra un’indicazione per chiunque voglia arrivare dalle parti della porta avversaria. Ricalcolo del percorso non necessario: da qualche settimana, quando c’è da trovare la via del gol, il navigatore rossonero continua ostinatamente a mandare tutti lì.
Per puro orgoglio personale, ricordiamo quel qualcuno che, alla vigilia del match, aveva indicato la Palmese come favorita. Rossoneri loro, rossoneri noi: evidentemente, alla vigilia, si deve aver perso l’orientamento cromatico. Il campo, per fortuna, ha fatto chiarezza in tempi piuttosto rapidi. Tre reti, due delle quali arrivate a pochissima distanza l’una dall’altra, hanno dato in un tempo relativamente breve la misura di una partita che la Nocerina aveva già indirizzato con merito. A sorprenderci, semmai, è stata la rapidità con cui Romano e Santaniello hanno chiuso i conti quasi senza darci il tempo di aggiornare il dibattito.
Noi che siamo abituati a metabolizzare ogni gol con un adeguato periodo di sofferenza, ci siamo ritrovati improvvisamente con il punteggio già sistemato e ben poco materiale su cui costruire il consueto psicodramma domenicale. Quasi ad avere la sensazione di esserci persi qualcosa. Poi abbiamo controllato il tabellone. No, era tutto vero.
