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LA SIGNORA IN ROSSONERO: il primo battito!

La voglia di ritrovare il bicolore è stata più forte anche del caldo. Bentornata Nocerina!

LA SIGNORA IN ROSSONERO: il primo battito!
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Ci siamo salutati qualche mese fa stanchi e delusi. La stagione passata ha lasciato scorie difficili da smaltire e, come accade spesso nei momenti peggiori, molti si erano ripromessi che questa volta sarebbe stato diverso, che non ci si sarebbe più lasciati coinvolgere fino a quel punto.
Promesse estive, evidentemente.

Poi, sono passate le settimane, si sono consumate le solite discussioni sul mercato, sulle ambizioni, sulle aspettative e sui timori e, lentamente, la rabbia ha cominciato a lasciare spazio a qualcosa di diverso: ad una mancanza che, con l’avvicinarsi della prima partita ufficiale, è diventata sempre più difficile da nascondere.

Chi era presente allo Squitieri se n’è reso conto ancora prima di varcarne i cancelli; nei pochi chilometri che separano le due Nocera da Sarno, una fila di motorini ed automobili si è diretta verso lo stadio tra clacson e bandiere rossonere sventolanti dai finestrini. A guardarli, sembrava quasi che ci fosse qualcosa da festeggiare, una promozione, una finale. Invece, è stata semplicemente una partita di Coppa Italia di fine di agosto.

Non importava più di tanto la competizione né il peso specifico della partita. Quello che contava era tornare, ritrovare l’attesa, gli amici, i colori, i cori e quella sensazione familiare che comincia a crescere nello stomaco molto prima del fischio d’inizio.

Certo, ad accompagnare il ritorno del calcio non è mancato un caldo tale da mettere seriamente alla prova qualsiasi entusiasmo, una vera lotta alla sopravvivenza. Lo Squitieri ci ha offerto sole in abbondanza, ombra con estrema parsimonia e la sensazione che perfino il pallone, se avesse potuto scegliere, avrebbe preferito aspettare settembre.

A contribuire all’atmosfera ci hanno pensato anche i tecnici dell’audio dello Squitieri, particolarmente affezionati all’inno della propria squadra, riproposto con una frequenza tale che qualche tifoso ospite, ha cominciato a canticchiarne il ritornello per inerzia.
Diciamo che il pubblico rossonero non ha mostrato lo stesso entusiasmo per la playlist.

E se sugli spalti non è mancata la voglia di farsi sentire, qualcuno ha deciso addirittura di spingersi oltre. Alcuni temerari molossi, evidentemente insoddisfatti della visuale tradizionale, hanno pensato bene di arrampicarsi fin sulle tegole del settore ospiti. Una posizione privilegiata, senza dubbio, anche se poco gradita a chi aveva il compito di garantire ordine e sicurezza. Il richiamo non si è fatto attendere e i nostri aspiranti alpinisti sono stati rapidamente invitati a tornare a quote più ragionevoli. Scene da prima partita.
Scene che, in qualche modo, erano mancate anche quelle.

È prematuro stabilire quale storia scriverà questa Nocerina. Dopo la scorsa stagione è giusto conservare prudenza e non confondere la voglia di ricominciare con facili illusioni. Il calcio ha già insegnato abbastanza volte che tra l’entusiasmo di fine estate e quello di primavera può esserci un mondo intero.

Ma una cosa, almeno, la giornata di Sarno l’ha già raccontata: quando una cosa ti è mancata davvero, non servono grandi cose per ritrovarla. Sono bastati pochi chilometri, qualche bandiera, un caldo quasi insopportabile, un inno ascoltato decisamente più del necessario e persino qualche tifoso con improvvise ambizioni da equilibrista.
Poi, finalmente, si è sentito. Il primo battito!

Carmen Giordano

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