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DA ZERO A DIECI: le papere di Anzio e la passione rossonera tramandata di padre in figlio

Cardella sbaglia il secondo rigore coi molossi, Mazzei per la prima volta al di sotto della sufficienza

Aggiornato il 19 Marzo 2024, 14:04

DA ZERO A DIECI: le papere di Anzio e la passione rossonera tramandata di padre in figlio
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Terzo pareggio consecutivo per la Nocerina, che domenica scorsa non è andata oltre il due a due nella tana dell’Anzio. La gara del Bartolani da zero a dieci!

ZERO spaccato alle “papere di Anzio”. Un gruppetto di gentili signore che, visti anche i comunicati delle settimane precedenti del Giudice Sportivo, avrà probabilmente la cattiva abitudine di agitare gli animi sulle tribune del “Bartolani”. A questo giro, ancora col dente avvelenate dopo che all’andata qualcuno aveva fatto notare che non era opportuno esultare sulle gradinate avversarie con sciarpe e trombette, hanno capeggiato una rivolta alla prima esultanza, appena accennata, dei dirigenti rossoneri in occasione del penalty concesso nel primo tempo. Per riportare la calma è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, costrette a far traslocare anche gli operatori dell’informazione nel confinante settore ospiti (con le dovute eccezioni). Come recita un antico proverbio delle nostre parti: “’na femmena e ‘na papr arrevutaino…Cisterna”!
UNO uomo solo nel settore locali durante il secondo tempo. Parliamo del nostro telecronista Francesco Cuomo, che a differenza degli altri colleghi, non ha abbandonato la sua postazione e ha commentato il secondo tempo dallo stesso e identico punto in cui aveva commentato il primo. Al suo fianco, Piero Colucci come bodyguard di eccezione, che gli ha fornito anche un contributo fondamentale come “cronometro vivente”;
DUE i calci di rigore sbagliati da Federico Cardella in maglia rossonera. Il bomber romano, implacabile dagli undici metri quando vestiva la maglia dell’Ostiamare, è riuscito in entrambe le occasioni (Cynthialbalonga e Anzio) a trasformare in gol le ribattute dei portieri, come non era capitato al Piccioni contro la Boreale nell’altro penalty concesso ai molossi nell’arco di questo campionato;
TRE i giorni che mancano per la discussione del ricorso presentato dalla Nocerina contro la squalifica dello stadio San Francesco. L’attesa tra i sostenitori molossi, ma anche tra quelli marzanesi, è tanta nella speranza che il derby dell’Agro possa giocarsi con una cornice di pubblico adeguata. La gara è stata anticipata a sabato 23 marzo, visto che il prossimo impegno in calendario è previsto per il giovedì santo, come da tradizione del turno pasquale;
QUATTRO il minuto ostile alla Nocerina nella gara contro l’Anzio. Dopo duecentoquaranta secondi, infatti, i locali hanno sbloccato il risultato grazie al colpo di testa vincente di Buatti, che ha fatto secco Fantoni con un preciso inserimento sul primo palo. Nel secondo tempo, dopo quattro giri di lancette, è stato concesso il discutibile penalty ai laziali, poi trasformato da Bencivenga per il momentaneo punto del due a uno;
CINQUE in pagella a Tommaso Mazzei, probabilmente per la prima volta al di sotto della sufficienza in una stagione fino a ora superlativa. Oltre a commettere il presunto fallo da rigore, si macchia di diverse sbavature, faticando a dare garanzia e sicurezza. Non è un caso che col capitano in giornata no la Nocerina incassi due reti, dopo che era riuscita a tenere inviolata la propria porta per sei turni consecutivi. Già contro il San Marzano serve il miglior Mazzei per blindare nuovamente la difesa;
SEI i punti persi dalla Nocerina nelle ultime tre partite. Un mix tra sfortuna, mancanza di determinazione nell’ultima giocata, disattenzioni varie e alcune scelte più che discutibili delle terne arbitrali (assistenti in particolare) hanno impedito ai molossi di fare bottino pieno contro le modeste Anzio e Boreale e nel derby con la Cavese. L’ennesima occasione gettata alle ortiche dai rossoneri, che avrebbero potuto accorciare sulle battistrada e regalarsi un finale di stagione diverso;
SETTE le gare che mancano alla fine del campionato. La squadra di Nappi dovrà misurarsi contro San Marzano, Romana, Cassino, Atletico Uri, Latte Dolce, Trastevere e Ischia. Tutte sfide contro squadre in lotta per i rispettivi obiettivi, nelle quali i rossoneri dovranno cercare di totalizzare il maggior numero di punti per aggiudicarsi almeno il secondo posto, utile in chiave play off e soprattutto nell’ottica di un eventuale ripescaggio.
OTTO i calciatori a disposizione del tecnico dell’Anzio Guida, a dispetto dei nove consentiti dal regolamento. Una casella vacante in panchina per i laziali, che non sono riusciti a completare il roster neppure con l’inserimento di elementi provenienti dal settore giovanile. I giornalisti presenti hanno colto per caso questo particolare, visto che l’ufficio stampa di casa non si è preoccupato di distribuire le “doppie” a cronisti e operatori della carta stampata. A rimediare il sempre preciso e puntuale Giuseppe Sorrentino.
NOVE al gruppo di ForzaNocerina.it presente a Cisterna di Latina. Un onore viaggiare col sempre presente Gerardo D’Aurelio, un piacere il debutto del buon Piero Colucci, una conferma il “fotografo tascabile” Vincenzo Petrosino, la “signora in rossonero” Carmen Giordano, il buon Francesco Ponticelli ormai trapiantato a Roma e l’inossidabile Nello Marmo. Ognuno ha svolto al meglio la propria mansione, tra scaramanzie varie che continuano nonostante sia svanito il sogno del primo posto. Dimentico qualcuno? Beh, direi che nominare Francesco Cuomo, Francesco Belsito e Carmine Apicella, nostre colonne portanti, sia superfluo. Avete apprezzato le loro voci da casa, tra “buatti” e agitazione per occasioni mancate o scelte arbitrali discutibili. A loro un bel dieci e lode è più che meritato!  
DIECI ai padri che trasmettono ai loro figli la passione per il bicolore. A prescindere dai risultati e dal piazzamento, quest’anno il San Francesco si è ripopolato di piccoli molossi, che incitano a squarciagola i propri beniamini e sono sempre pronti a richiedere loro foto e autografi. La passione per la Nocerina è pane quotidiano in molte famiglie ed è cosa buona e giusta che venga tramandata di generazione in generazione. Ne approfittiamo per rivolgere un grande augurio a tutti i papà!

Valerio D’Amico

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