Il fondo lo avevamo già toccato da tempo, ma ieri abbiamo iniziato a scavare. La sconfitta tra le nostre mura per 0-1 contro il Monterotondo è l’ultima recita a cui i nostri occhi abbiano assistito.
Un’impresa sadica che ci ha visto perdere contro una squadra che nelle ultime uscite ha collezionato polvere e circa tre miseri punticini; una squadra, la nostra, totalmente allo sbando che si è fatta mettere sotto dall’ultima della classe. Il San Francesco, un tempo fortino inespugnabile, è rimasto ancora avvolto nel consueto silenzio spettrale, rotto solo dall’unico messaggio possibile, quello striscione che ormai compone l’arredamento della Curva Sud: “LIBERATE LA NOCERINA”.
Come un mantra disperato. E proprio mentre la partita scivolava verso l’ennesimo scempio, la pazienza è andata definitivamente in frantumi, lasciando spazio a una rabbia cieca e necessaria. Quasi allo scadere, la Curva Sud non ha più retto: i cancelli della tribuna sono diventati carta velina sotto il peso di un’esasperazione inarginabile. I tifosi sono irrotti lì, a un passo da quelle poltrone dove qualcuno siede ancora convinto di essere intoccabile, per vomitare in faccia tutto il disprezzo di una città ferita. Sono venuti a “cantare” la verità a pochi centimetri dal naso, proprio tra i vostri silenzi di gomma. E diciamocelo chiaramente, senza ipocrisie: sono stati fin troppo civili, persino troppo morbidi.
Ci si è limitati a urlare che il tempo è scaduto, anche se l’unico vero rumore che vorremmo sentire è quello dei vostri passi mentre ve ne andate. C’è una foto scattata dalla nostra redazione che sta facendo il giro dei social e che, meglio di mille parole, sintetizza il baratro attuale: il presidente Stella, solo, sconsolato, seduto in un settore distinti deserto. Quel vuoto che lo circonda è l’unico, vero traguardo raggiunto da questa gestione: essere riusciti a trasformare il San Francesco in un luogo respingente. Una solitudine cercata e meritata.
Ma alziamo il velo su questo squallido teatrino di provincia spacciato per gestione: a quando un po’ di chiarezza su questa benedetta trattativa? Il segreto di Pulcinella è bello finché dura poco. Sentir parlare a sproposito di un ripescaggio “già pronto” (non molto tempo addietro) non fa più ridere, anzi, ci si chiede con quale faccia tosta si millantino ambizioni da categoria superiore quando, carte alla mano, o meglio, senza carte in mano, i conti non tornano. A mettere il carico da undici ci ha pensato l’ex ds Righi, che si è preso la briga di commentare proprio la foto incriminata, affondando la lama nella ferita di noi tutti.
Il tempo delle scuse è scaduto. Il tempo delle attese messianiche per acquirenti più o meno fantomatici pure. Andatevene. Tutti, calciatori compresi, con o senza Portelli, poco importa. Liberate la piazza da questa agonia e ridateci il diritto di non doverci vergognare ogni domenica.
Carmen Giordano
