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Nocerina, più vicino il ritorno di Bruno

NOCERA INFERIORE. Ritornare, anche per mostrare qualitá che la prima volta passarono sotto traccia. Solo dettagli, il resto è certezza: il centrocampista centrale Alessandro Bruno rimetterá la maglia rossonera. Il rapporto col Catanzaro si può dire virtualmente chiuso. Bruno sará per il secondo anno di fila il riferimento per la mediana di Auteri, seguendo il mister siciliano nel viaggio Catanzaro-Nocera. La prima volta, si diceva, sotto traccia. Fu dato a Chiancone come rinforzo per una squadra che costava poco e che riuscì a salvarsi. Non mostrò cose strabilianti. Giá l’anno dopo poteva tornare, Sergio a richiederlo: ma le condizioni non c’erano, altre strade prese. La vera maturazione di Bruno proprio a Catanzaro: stagione super, con diverse attenzioni di realtá di Prima Divisione nei suoi confronti. Adesso bisognerá completare l’asse mettendogli accanto un elemento che possa combinarsi alla perfezione con lui: favoritissimo Scartozzi (Cavese). Non avendo più notizie sulle volontá di Dianda (ex Sangiovannese, proprietá Verona), il direttore sportivo Pastore ha accorciato i tempi per assicurarsi un altro esterno. Giá da oggi a Carpegna ci sará Manuel Scalise, esterno basso nel 3-4-3 in grado di cimentarsi sia a destra sia a sinistra. Milanese, classe ’81, Olbia l’anno scorso ed in precedenza diverse stagioni di quarta serie tra Brescello, Montevarchi, Sangiovannese, Grosseto, Pavia e Lucchese. Una pedina che può consentire ad Auteri soluzioni diversificate da corsia laterale. Per gli esterni alti, a completamento del poker che giá prevede le presenze di Cavallaro, Galizia e Catania c’è da registrare lo stop nella trattativa per l’ex Manfredonia Arigò: su di lui c’è adesso il Siracusa, che rispetto alla Nocerina può offrirgli qualche potenziale chance in più di ripescaggio. A tal proposito i posti liberi in Prima Divisione sono almeno otto ma bisognerá capire quante saranno realmente le domande delle aspiranti suffragate dai noti e pesanti esborsi. La Nocerina ha voglia di provarci.

fonte: Marco Mattiello, La Città

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