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Gela, adesso è paura play out

Il punto più basso è stato toccato domenica al Presti. E se per i tifosi non ci sono dubbi, individuando nel tecnico Nicola Provenza il principale responsabile del crollo del Gela in classifica, la società e lo staff tecnico cercano al loro interno i motivi di una fase negativa che dura da troppo tempo. Un punto in sei partite, cinque sconfitte di fila con la Nocerina capolista all’orizzonte. Non c’è dubbio che la situazione è al limite del collasso. Dall’entusiasmo di Gela-Foggia e di Juve Stabia-Gela e i sogni di aggancio al primo posto alla paura di finire in zona play out. Stati d’animo opposti a distanza di un mese e mezzo. La zona rossa è adesso dietro tre punti e l’ambiente non è affatto compatto. Da una parte l’allenatore Nicola Provenza, il direttore sportivo Carmine Donnarumma e in parte il presidente Angelo Tuccio che ritengono in linea secondo le previsioni il cammino del Gela: non le cinque sconfitte consecutive ma la posizione in classifica. Dall’altro il resto della tifoseria che ritiene invece riduttivo considerare l’organico del Gela capace solo di dovere conquistare una stentata salvezza. E gli alibi sono sempre inferiori. Arbitraggi, pali, sfortuna, infortuni, squalifiche, sono sempre meno condizionanti nelle ultime settimane. In realtà la squadra non si ritrova più. La testa fa la differenza. Domenica col Barletta venti minuti ottimi e quattro occasioni. Dopo il gol pugliese la squadra si è sciolta. Ha attaccato ma con poca convinzione. Ha creato, ma è mancata la rabbia agonistica e l’intensità ad esempio vista con l’Atletico Roma.
Il capitano Roberto Cardinale, non cerca scuse. «L’allenatore non c’entra nulla – dice – in campo ci andiamo noi e se avessi segnato quella rete avremmo mosso la classifica. Non ci sta girando bene ma sapremo uscirne fuori. Non cerchiamo alibi, ma in un campionato così equilibrato ogni componente ha la sua importanza. Noi abbiamo la fortuna di lavorare con un presidente che non ci fa mancare nulla, uno degli allenatori più bravi ed uno staff invidiabile. Non dimentichiamo però che da un mese siamo senza un preparatore atletico, che ci alleniamo sempre in campi diversi e gli episodi non sono fortunati. Dobbiamo accettare il responso del campo e risalire in classifica, senza scuse e con tanta caparbietà».

 

fonte: Fabrizio Parisi, www.ilgiornaledigela.it

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