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Provenza torna da ex a Nocera

Nocera è stata una tappa della sua carriera. La definisce “formativa”, non negativa o positiva. Nicola Provenza è rimasto poco sulla panchina rossonera. Era la stagione 2004/05, quella che consentì al Gela poi di vincere il campionato di serie C2 attraverso i play off. Provenza era sulla panchina dei molossi ed affrontò il Gela di Domenicali al San Francesco con uno 0-0. Il tecnico salernitano si dimise dopo dieci giornate di campionato. “Io sono abituato a mettermi sempre in discussione – dice l’allenatore del Gela – quell’anno decisi di dimettermi dopo dieci giornate di campionato perché non c’erano i presupposti per andare avanti. Mancava un certo equilibrio tra società, tifosi e squadra, ovvero quelle combinazioni vincenti che quest’anno intravedo positivamente”. Non ha nessun sassolino da togliersi, ma i luoghi comuni lo infastidiscono. Con il Gela sta vivendo, come lui stesso lo ha definito “sportivamente un momento terribile, ma nel calcio non esiste la regola fissa che cambiando un allenatore le cose migliorino”. E ricorda proprio l’esperienza con la Nocerina. “Dopo le mie dimissioni sono stati chiamati tre allenatori, uno dei quali (Palumbo) rinunciò all’incarico. Non è che le cose migliorarono più di tanto. Mi fece poi piacere essere stato richiamato a marzo dalla società. Non accettai perché non ci stavo con la “capa”. Era morto da pochi giorni mio padre e preferii non tornare”.
Sull’attuale Nocerina invece solo miele. “C’è una squadra di buon livello con calciatori di categoria, una solidità societaria, un direttore sportivo che ama stare sul campo e che viene dal campo, ed una tifoseria competente e calorosa. Tutte combinazioni vincenti cui va aggiunto un allenatore preparato che fa giocare bene le sue squadre. La Nocerina non è prima per caso”.
Il Gela arriva al San Francesco nel momento peggiore della stagione. “Giocheremo sul campo della prima della classe avendo rispetto della posizione in classifica e delle loro qualità, ma senza nessun timore reverenziale. Sulla nostra testa pesano le cinque sconfitte consecutive ed attorno a me c’è un ambiente esterno ostile, frutto in parte di quanto accaduto lo scorso campionato. Questo mi fa male dal punto di vista umano e professionale. Lo devo però accettare”.
Ha mai pensato di dimettersi?
“Lo avrei fatto se mi fossi reso conto che all’interno dello spogliatoio o della società non ci fosse attorno a me fiducia. Ed invece ho un gruppo di lavoro straordinario. Giocatori che lavorano duro per tutta la settimana e sui quali punto per risollevarci da questo brutto momento”.
Serve un Provenza allenatore, motivatore o psicologo?
“Non c’è dubbio che in questo momento la squadra ha perso un po’ di fiducia. Certi episodi ti segnano. Prendi la gara con il Barletta. Venti minuti in cui i ragazzi hanno fatto tutto quanto avevamo preparato con un solo difetto: zero percentuali realizzative. Poi il Barletta ha fatto un tiro in porta ed abbiamo perso un po’ di lucidità, pur tirando sette volte in porta nell’arco dei 90 minuti contro i due tiri del Barletta. Il calcio è questo e dobbiamo accettarlo. Sono convinto che sapremo risollevarci”.

 

Fabrizio Parisi, www.ilgiornaledigela.it

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