Trasferta vietata solita farsa del pollivendolo nasce prima l’uovo o la gallina?

Si possono dire e scrivere tante cose, ma ci sono alcuni elementi incontrovertibili nella vicenda che ha portato a vietare l’arrivo dei tifosi della Nocerina a Lucca domenica prossima.

E tra questi il fatto che, come al solito, si è arrivati ad un provvedimento drastico in mezzo a molti equivoci. Primo fra tutti il tentativo di attribuire, da parte delle forze dell’ordine, alla Lucchese la volontà di spostare la gara. Tentativo respinto al mittente anche con una certa decisione. L’ultimo equivoco è stato invece lo stop alla messa in vendita, poco dopo l’avvio, dei posti per la curva ospite.

La questione della concomitanza tra Santa Croce e la partita dei rossoneri era nota da tempo. Tentativi, contatti più o meno discreti per arrivare a una soluzione che evitasse il doppio appuntamento per le forze dell’ordine, andavano avanti almeno da due settimane. Basta rileggersi – anche su questo sito – le cronache. Alla fine, come al solito, a rimetterci è stato l’anello più debole della catena del pianeta calcio. I tifosi. Che mugugnano ma devono subire. Punto e basta.

Non si può accettare, però, la versione che lo stadio è inadeguato. Pur essendolo a norma di legge. Dovremmo rimettere in discussione la causa stessa del divieto, visto che non più tardi di poche settimane fa lo stesso impianto aveva ospitato derby decisamente più rischiosi con Carrarese e, soprattutto, Viareggio. Se l’impianto è inadeguato, lo era anche allora. Anzi di più, visto che era incommensurabilmente più a rischio un derby – in notturna- molto sentito come quello con i bianconeri. Di più: Nocerina e Lucchese non si incontrano da decenni, forse più. Addirittura forse da mai. Lo verificheremo, ma non sposta di una virgola il ragionamento. Ruggine zero. Ecco, sarebbe bastato dire chiaramente: la concomitanza degli impegni espone le forze dell’ordine a uno sforzo troppo grande e che rischia di lasciare sguarnita la città, meglio evitare l’impiego di un certo quantitativo di agenti allo stadio. Si è preferito attribuire la scelta del divieto, o meglio la colpa dello stesso, ai tifosi ospiti, “colpevoli” appunto di arrivare non in venti o trenta. In certi casi la verità, evidentemente, non paga, rischia di passare per debolezza, per inadeguatezza. Avanti così. Ma che peccato.


Francesco Cuomo, ForzaNocerina.it