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Nocerina e Torino legati dal ricordo di Ernest Erbstein

Di allenatori, veri, ce ne sono pochi. E’ una ristretta cerchia di uomini che fanno del calcio un evento da osannare e dei calciatori degli uomini, veri. Ernest Erbstein era uno di quelli. Per molti è il padre di tutti gli allenatori, il tecnico venuto dall’Ungheria per soffiare sull’Europa il vento della modernità. Molti lo ricordano come la guida del glorioso Torino, la squadra del Presidente Ferruccio Novo e del capitano Valentino Mazzola che polverizzò tutti i record del calcio italiano negli anni ’40. Ma il maestro del sistema a “W”, cominciò la sua carriera alla Nocerina, portandola in un solo anno ai vertici dell’allora campionato di Prima Divisione.

Grazie alla sua capacità e ai suoi metodi, i molossi diventarano la realtà vincente del calcio campano, alle spalle solo del Napoli, e il “Piazza D’Armi” di Nocera si trasformò nel tempio dove coltivare la passione per il “football”, sport che nei primi anni del ‘900 arrivò in Campania grazie ai marinai inglesi di stanza a Napoli. Dopo quella stagione  esaltante per i colori rossoneri Erbstein spiccò il volo verso i vertici del calcio italiano, arrivando al Torino nel 1938.

Che il tecnico magiaro fosse un profeta lo raccontano le cronache. Ma a guardare certe coincidenze vengono i brividi. Erbstein cominciò la sua carriera al Bari, l’anno dopo passò alla Nocerina e poi arrivò al Torino. Nello scorso turno di campionato la Nocerina ha incontrato proprio la squadra pugliese. Sabato Nocerina-Torino: la continuità nel tempo nel ricordo di una leggenda.


fonte: www.asgnocerina.it

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